MARTINSICURO – I roghi appiccati alle auto del magistrato Marina Tommolini e del maresciallo Spartaco De Cicco hanno sconvolto Martinsicuro. Nonostante la città non sia nuova ad episodi di criminalità, le fiamme che hanno avvolto le due auto hanno scosso l’intera comunità con il fragore di un terremoto. E indicano che il clima è diventato ormai insostenibile. In meno di un anno a Martinsicuro è stato gettato acido sulle auto del consigliere Vagnoni e dell’esponente del Pdl Gianfilippo Vallese, è stata incendiata l’auto del presidente della Pro Loco Massimo Clementoni e il bar dell’assessore Alberto Tuccini: politici e personaggi noti della città a cui qualcuno ha voluto mandare degli avvertimenti. Segno che a Martinsicuro è presente un certo tipo di criminalità organizzata che tenta di imporsi sulle istituzioni e sul territorio? Saranno le attività investigative in corso a poter fornire risposte certe, anche se gli attentati al giudice Tommolini e al maresciallo De  Cicco costituiscono  un episodio di una gravità estrema. Un avvertimento forse per alcune indagini a cui entrambi starebbero lavorando e su cui si concentrano ora le indagini per risalire agli autori del gesto.

Certo è che l’escalation di violenza manifestatasi negli ultimi anni dovrebbe far riflettere le Istituzioni sulla necessità improcrastinabile di potenziare le forze dell’ordine sul territorio o di istituire un posto fisso di Polizia. I continui (e finora inascoltati) appelli lanciati dall’amministrazione comunale e dai comitati cittadini rinnovano il senso di impotenza della comunità ogniqualvolta si verifica un nuovo episodio criminoso. E’ sconfortato infatti il sindaco Di Salvatore, le cui numerose richieste per un potenziamento delle forze dell’ordine a Martinsicuro non hanno prodotto alcun risultato. “Quello che è successo è gravissimo. Di certo gli episodi non sono ascrivibili a persone di Martinsicuro – ipotizza il sindaco – ma incidono in maniera forte sulla condizione che sta vivendo la città in termini di sicurezza. Ancora una volta torno a ribadire che in questa città serve un rafforzamento della caserma dei Carabinieri e un posto di Polizia. Non si può aspettare che succeda il peggio”. A tal proposito Di Salvatore ha convocato per oggi una riunione dei capigruppo. “Chiederemo un incontro urgente con il Prefetto, la situazione è grave e va discussa con attenzione”.

Unanime la solidarietà del mondo politico ed istituzionale nei confronti di Marina Tommolini e di Spartaco De Cicco. L’Anm, attraverso una nota del presidente abruzzese Giampiero Di Florio, ha espresso solidarietà condannando “il grave atto di intimidazione”. “Si tratta – afferma – di una vicenda allarmante e preoccupante, mai prima d’ora verificatasi in una regione notoriamente al riparo da simili episodi e minacce. La magistratura associata del distretto auspica che le forze dell’ordine sappiano dare immediate risposte per restituire serenità alla collega ed assicurare gli autori di tale grave gesto alla giustizia”.

Anche il presidente della Provincia Valter Catarra ha affermato che “certe azioni, finalizzate ad intimidire, senza peraltro riuscirvi, chi assolve a compiti delicati a servizio dello Stato e dei cittadini, suscitano amarezza in chi è costretto ad assistervi e ci obbligano a rafforzare e rendere ancora più incisiva la lotta alla criminalità”.

A Martinsicuro è unanime lo sdegno manifestato da tutti i gruppi politici: “Esprimiamo la massima solidarietà  nei confronti del Magistrato Marina Tommolini e del Maresciallo Spartaco De Cicco e vicinanza alle loro rispettive famiglie per il vile atto intimidatorio compiuto nei loro confronti – ha affermato il segretario dell’Udc Concetto di Francesco -. Nel condannare i due attentati, facciamo appello a tutto il mondo politico e istituzionale affinché l’attenzione verso il controllo e la sicurezza del nostro territorio diventino argomento primario e non più procrastinabile. Ciò non è solo un attacco al nostro ordinamento statale ma colpisce anche  il cuore della nostra civiltà democratica. Ora non è il momento dello scoramento, ma deve essere l’inizio di una reazione ferma e incisiva; se non ci sono risorse immediate per potenziare gli organici delle forze di polizia diamo ad esse almeno gli strumenti per poter controllare meglio la nostra città con l’installazione di apparati di videosorveglianza in tutti i punti di strategici di Martinsicuro affinché si
possa risalire facilmente agli autori di ogni atto delinquenziale”.

Parole a sostegno del giudice e del maresciallo arrivano anche dal Pd di Martinsicuro, che condanna fermamente gli episodi, definiti “un attacco allo Stato e alla Giustizia italiana”.

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