SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sesto risultato utile dopo la sconfitta interna con il Teramo, è la constatazione più importante dopo la seconda vittoria consecutiva in casa.

Si attendeva una gara facilissima e così è stato, è comunque servita per aumentare l’autostima dei rossoblu più giovani, Voinea in testa. Da rilevare anche che il Real Rimini ha realizzato il primo gol fuori casa, secondo in assoluto. L’età media degli ospiti era di 21 anni circa. Un gol casuale ma comunque segno, per altre circostanze, di una difesa poco affidabile nel suo complesso. Con questi tre punti scontatissimi si fa un bel salto in classifica anche se le vittorie di Teramo e Ancona stanno delineando una situazione che vede per la Samb l’unica possibilità del terzo posto e la qualificazione in play off che, almeno per oggi, non assicurano nessuna promozione.

Chiuso il capitolo della gara odierna passiamo a quel fulmine a ciel sereno che, a metà del primo tempo, è arrivato dalla curva dei tifosi più accesi: urla offensive e striscione nei riguardi di Sandro Assenti, imprenditore sambenedettese che, nei giorni scorsi, è stato il coagulatore di una nuova cordata di soci in aiuto della Sambenedettese Calcio. Coagulatore e niente di più e per fini che erano stati già comunicati ai vertici della società rossoblu.

Sandro Assenti, in questi giorni in Marocco, contattato da alcuni suoi amici che gli hanno comunicato l’accaduto, ha telefonato al sottoscritto che oltre essere giornalista è anche suo parente (siamo cugini). Mi ha pregato gentilmente di comunicare alla tifoseria tutta: “Probabilmente qualcuno ha frainteso il mio ruolo nella costituenda cordata di imprenditori che mi hanno dato la loro disponibilità ad aiutare la Samb pregandomi di assemblare altre persone seriamente interessate come loro. E’ la cosa che ho fatto e che, a mio modo di vedere stava avendo sviluppi positivi. Lungi da me nemmeno il pensiero di nuocere alla Samb in un qualsiasi modo né di volere un ruolo nell’eventualità che l’accordo con Bartolomei e Pignotti andasse in porto. Non per niente io sono figlio e nipote di due gloriosi calciatori della Samb che si rivolterebbero dalla tomba se, in qualche modo, nuocessi al blasone rossoblu. Ripeto che il mio unico ruolo era quello di unire più persone possidenti con lo scopo di aiutare la Samb ad uscire dal dilettantismo.” Queste le parole di un amareggiato Sandro Assenti.

Probabilmente c’è stato un fraintendimento che la tifoseria chiarirà nei prossimi giorni. Fraintendimento che legherei a due fatti, uno proveniente dal comunicato stampa fatto dai possibili nuovi soci e l’altro alle voci riportate da un quotidiano anconetano secondo le quali due di loro avrebbero già detto che non andrà in porto nessuna cordata o almeno che loro non sono affatto fiduciosi. Il primo fatto invece riguarda il comunicato nel quale si parlava di incontro con il sindaco Gaspari da parte del neonato gruppo. Un errore “tecnico” perché prematuro in quanto, effettivamente, fino a questo momento, presumibili accordi con il Comune potrebbe farli soltanto la società rossoblu tramite i suoi due dirigenti Pignotti e Bartolomei. Credo che si tratti di un errore che la “cordata” non può non riconoscere e che il tutto dovrà essere chiarito prima possibile. Mi dispiace perchè io ero al corrente che il ruolo di Assenti era esattamente quello da lui espresso al sottoscritto tramite telefono dal Marocco.

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