Governo tecnico. Il nuovo governo Monti sta passando sotto le Forche Caudine di analisti economici, politici e di coloro che dovranno avallare tutte le sue decisioni. Non sarà cosa facile perché, alla resa dei conti, Parlamento e Senato pretenderanno da Monti quello che loro vogliono, sia per non perdere la faccia, sia perché ogni schieramento (anche se qualcuno lo nega in modo chiaro, vedi Terzo Polo ma non è così) cercherà di uscirne rafforzato elettoralmente, visto che non passa nella mente di nessuno di loro l’idea di andarsene, nonostante abbiano fallito tutti o quasi in maniera abbastanza clamorosa. Che succederà quindi?

Il Pdl cercherà di farci credere che, se Monti riuscirà nel proprio intento è perché gli altri Partiti hanno consentito al neo ministro quello che per “ripicca” non avevano consentito a loro: lo dimostra il fatto che già ieri sera Gasparri ha posto una specie di ultimatum: quello che c’è da fare Berlusconi lo ha già scritto alla Comunità europea, non accetteremo deroga a quella “carta”.

Il Pd dirà l’esatto contrario e cioè che, senza l’intervento di Monti che a quella carta dovrà forzatamente apportare modifiche per renderla credibile e fattibile, l’Italia sarebbe andata allo scatafascio. Pericolo al momento non ancora scongiurato.

Tutti gli altri Partiti (tra i quali laLega Nord è da apprezzare perché agisce senza sottintesi) faranno in modo che le strategie dei due poli maggiori falliscano entrambe per recuperare sacche di voti che, altrimenti non recupererebbero mai, anzi, se una delle due (Pdl o Pd) riesce nel proprio intento per loro è finita.

Purtroppo la politica è questa o meglio così l’hanno fatta diventare gli attuali parlamentarie senatori con le classiche (poche) dovute eccezioni. Manovre politiche che potrebbero trovare ostacoli interni agli schieramenti (anzi dovrebbero) tra i rappresentanti Regionali e Comunali perché pare oggi certo che le Provincie scompariranno. Nessuno sembra opporsi perché la loro eliminazione, come ha detto Monti, faceva parte dei programmi del governo precedente che però (complici le minoranza) teneva ben chiuso in un cassetto perché cosa scomoda elettoralmente.

Se le ammimnistrazioni regionali e locali non prenderanno la palla al balzo e non si schiereranno compatte con il nuovo governo, discostandosi dalle strategie politiche nazionali, in brevissimo tempo faranno la loro fine ed anche tante Regioni e Comuni verranno commissariati e al loro posto arriveranno tecnici in grado di far camminare macchine complesse come quelle che la poliica non è riuscita a gestire. Consiglierei loro di iniziare sin da adesso a dar retta a persone preparate (tra i nostri elettori e commentatori ce ne sono tantissimi, per esempio) per evitare che gli soffino il posto come è successo ai loro colleghi… più grandi.

Onde evitare fraintesi e che qualcuno mi accusi di “fascismo tecnocratico” preciso che il mio augurio è un altro. Quello che, quanto accaduto al governo, diventi memoria storica per chi vuole darsi alla politica e ritiene intelligenza, curriculum, competenze solo optional dei requisiti necessari per fare politica e non i primi in assoluto dopo quell’onestà che dovrebbe essere di tutti a prescindere.

Chiudo con la frase che mi ha colpito di più dei discorsi dei capigruppo, prima di votare la fiducia alla Camera. Casini dellUdc ha detto più o meno: “Sono nel governo Monti le migliori intelligenze italiane seppur non elette dal popolo ma… anche noi dovremmo essere persone intelligenti e capaci per stare qui“. Questo è il problema.

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