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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Troppi argomenti in un solo Consiglio comunale, dedicato alla questione dello stoccaggio di gas nel sottosuolo sambenedettese e nei comuni dell’hinterland, versante abruzzese compreso. Sala stipata come poche volte si vede, tantissimi giovani con mascherine con su scritto “no gas”, momenti di tensione e verbosità da parte del pubblico fuori dalla norma e in alcuni casi da biasimare nettamente.

Di seguito una breve sintesi:

– la scelta è soggettiva, mai oggettiva. Possiamo acquisire tutti i dati necessari, ma alla fine si tratterà di una scelta che non potrà mai essere scientifica. La scienza ci potrà dare informazione circa le emissioni inquinanti, e quindi valutarle in base alle leggi esistenti. Poi occorrerà valutare i rischi tecnici, il traffico veicolare generato, ma anche il rischio per l’immagine ambientale e turistica sambenedettese, persino gli eventuali introiti economici. Insomma: acquisire tutte le informazioni è un dovere dell’amministrazione e dei cittadini, ma la scelta sulla convenienza o sconvenienza di un’opera simile è della politica.

pubblico troppo agitato: ognuno deve aver diritto, specie in consiglio comunale, di dire la propria, liberamente. Nessuno è depositario della verità e ogni parola diversa dalle proprie convinzioni può dar fastidio ma deve comunque portare alla riflessione. In troppi si sono arrogati il diritto di interrompere la discussione, così non va bene.

– le parole di Pasqualini: ci riferiamo proprio al consigliere del Partito Democratico, che ha scatenato le proteste del pubblico. Tuttavia anche il suo intervento è parso un poco strano. Da una parte un ordine del giorno tutto sommato moderato, forse troppo, vista l’occasione. Dall’altra poi un j’accuse arrivato fino al “terrorismo mediatico” per gli oppositori, special modo i “grillini”. In democrazia la libertà di informare anche fuori dal consiglio comunale è sacrosanta. Per rispondere basta produrre altre informazioni che contengono tesi opposte o anche scientifiche che vanno a confutare i “terroristi mediatici”. Sullo stoccaggio di gas l’amministrazione comunale sembra un porto delle nebbie, un po’ come la risposta degli uffici tecnici letta dall’assessore Canducci: serve davvero uno scienziato, altro che, per capire qualcosa.

– Palma Del Zompo: il suo discorso non fa una grinza: “Sono contraria a intromettere una forma di rischio in città” e “sindaco, lei non ha potere di firma ma di controfirma, quindi avrà comunque una responsabilità politica in caso di avvio dei lavori”. Forse esagera quando cita Fukushima (che però è il simbolo dell’inesistenza del rischio zero, si legga sopra), ma vota contro il resto della maggioranza e si trova invischiata in un alterco spiacevole con un uomo solitamente mite come il consigliere Benigni.

– Sindaco e giunta, veloci! Mentre movimenti e cittadini si informano (presto diffonderemo la ricca informazione raccolta da alcuni di loro) l’amministrazione aspetta la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e le carte della Gas Plus. Insomma, dai: barcamenarsi tra necessità del progresso e procedure burocratiche con una urgenza del genere di fronte, non è questo il motivo per cui si è al governo cittadino. Dopo un anno e mezzo siamo ancora a chiedere “ulteriori informazioni ad autorevoli università”. Qui serve uno scatto d’orgoglio e parole chiare, al più presto: perché presto dovrà dirsi “sì” o “no”: non c’è una campagna elettorale alle porte e se qualche pausa si è presa in passato, tutti ci metteranno una pietra sopra se adesso si andrà più spediti.

– Pdl e comuni limitrofi? “Faremo quanto in nostro potere per opporci a quest’opera” giura Bruno Gabrielli, consigliere comunale e assessore provinciale. La Provincia, però, fino ad ora, cosa ha fatto? Farà, anch’essa. Capiamo che il Comune è l’ente più prossimo al cittadino mentre le province siano costantemente a rischio di eliminazione tanta è la loro lontananza, ma qualcosa va fatto. E lo stesso dovrebbe avvenire a Monteprandone, Martinsicuro, Colonnella, e forse anche altri comuni sotto il cui territorio sarà stoccato il gas, perché è probabile che le torri del gas in futuro potrebbero essere installate anche lì.

– Procedure, regolamenti, Vignoli e Calvaresi. Praticamente ad ogni punto della discussione vi è stata frizione tra il Pdl, in particolar modo il consigliere Vignoli, che ha presentato una interrogazione al riguardo, e il presidente del consiglio Calvaresi. Non si è ripetuto quanto accaduto la volta scorsa, ma più volte Vignoli ha contestato la gestione della discussione e soprattutto il fatto che il suo emendamento all’ordine del giorno non sia stato accettato per la votazione. Bisognerà fare in modo che in futuro tutto proceda al meglio.

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