SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche l’infanzia ha i suoi diritti: si è tenuto oggi, 15 novembre 2011, presso l’auditorium del comune di San Benedetto del Tronto, il seminario che aveva per titolo proprio questo tema: “Diritti dell’infanzia e risposte dei territori”.

“Si tratta di un’iniziativa importante volta ad affrontare un problema attuale – ha spiegato l’Ombudsman regionale Italo Tannoni – La crisi esiste e penalizza fortemente il settore dell’infanzia. Mentre negli anni ’80 e ’90 il livello di assistenzialismo era alto, in questi ultimi tempi non è da sottovalutare il calo dei servizi, delle offerte e anche della presenza delle autorità pubbliche. Attraverso questi incontri noi vogliamo sollecitare le autorità pubbliche affinchè vengano presi degli impeni sostanziosi sia per quanto riguarda gli investimenti da fare e sia per la garanzia della qualità dei servizi offerti. Il periodo è difficile – ha concluso Tannoni – e noi dobbiamo poterci permettere di ripotenziare questo settore non solo per il bene dei nostri bambini ma anche e soprattutto per il bene della nostra nazione”.

Presente all’incontro anche la docente di Pedagogia sperimentale dell’università di Torino Anna Maria Venera che nel corso del seminario ha affrontato il tema del diritto al gioco e dell’importanza che esso svolge nell’ambito dell’attività di apprendimento. A tal riguardo la psicopedagogista ha portato il suo contributo presentando due ricerche relative alle proposte operative sul gioco in ospedale e sul gioco differenziato per genere.

“Trovo meritevole che la Regione Marche promuova iniziative sull’infanzia – dichiara Anna Maria Venera – Ben vengano momenti di riflessione soprattutto per gli adulti dai quali dipende in gran parte il futuro dei più piccoli”.

L’iniziativa è stata sostenuta dall’Unicef, dall’ordine degli psicologi delle Marche, dal Corecom, dalla provincia di Ascoli Piceno, dall’assemblea legislativa delle Marche, dalla giunta regional, dalla C.i.s.m.a.i. (coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia), dalla commissione delle pari opportunità delle Marche, dall’Ombudsman delle Marche e dall’ufficio scolastico regionale.

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