Da Riviera Oggi n.893

MONTEPRANDONE – Bretella incompiuta, pericolo di nuovi allagamenti e degrado nella zona industriale di Centobuchi. Era questa in sintesi la denuncia lanciata una settimana fa da Franco Tufoni, un residente di contrada Molino, esasperato soprattutto per i disagi derivanti dalla mancata realizzazione della bretella. Ma come mai questa strada di collegamento, il cui progetto gira nelle stanze comunali da almeno sei anni (vedi l’articolo di Riviera Oggi “Zona industriale, vita nuova”, del 13 dicembre 2005), non trova ancora un’attuazione? Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Urbanistica Adriano Bordoni, che tra l’altro abita proprio in quella zona.

I ritardi non dipendono da noi, ma da una burocrazia che in Italia procede a rilento. Prima mancava la firma della Provincia sull’accordo di programma. Poi la Regione ha posto una moratoria di due anni sul rilascio delle licenze commerciali. Ciò ha slittato l’avvio delle opere connesse all’accordo, tra cui la bretella”, ha spiegato Bordoni. La strada, infatti, nel tratto finale dovrà collegarsi con lo svincolo autostradale, la cui realizzazione è affidata alla società Polo Holding, firmataria dell’atto. E lo svincolo a sua volta rientra nell’accordo di programma, attorno a cui ruota tutta la questione. Solo se la Regione darà l’ok al rilascio delle licenze, si potrà avviare la macchina delle grandi opere – ossia bretella, svincolo autostradale, sottopasso ferroviario, piscina, centro commerciale e viabilità di raccordo – il cui valore complessivo ammonta a 10 milioni di euro. A carico del Comune è “solo” la parte riguardante la bretella, per la quale l’amministrazione ha aperto un mutuo di un milione di euro.

Questo mese scade la moratoria e ci aspettiamo una risposta della Regione”, che l’assessore spera sia positiva. Ma in caso negativo? “Faremo comunque la bretella, anche in assenza dello svincolo. Ora siamo nella fase finale di progettazione, poi ci sarà la gara d’appalto e nei primi mesi 2012 contiamo di avviare i lavori. Finora abbiamo atteso per far coincidere i due stralci”.

L’assessore interviene anche sul tema del degrado e dei rifiuti abbandonati: “Di tanto in tanto puliamo la zona, ma di fronte all’inciviltà di alcuni cittadini siamo impotenti”. Quanto ai calcinacci gettati vicino al Fosso Valluccio, “sono di un privato che sta costruendo una strada”. “La sistemazione del tratto finale del Fosso Centobuchi (ndr: quello più a rischio di esondazioni) spetta invece alla ditta Sei, che ha iniziato i lavori con l’autorizzazione della Provincia”, conclude Bordoni.

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