SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si presentava come “Capitano della Guardia di Finanza” e si presentava nelle aziende dopo averle indotte a consegnargli ingenti quantità di denaro, con la promessa che sarebbero state utilizzate per corrompere pubblici ufficiali e sistemare contenziosi pregressi con Inps, Equitalia, Agenzia delle Entrate ed altri.

Tutto è stato scoperto dal personale del Commissariato di Polizia di San Benedetto, diretto da Filippo Stragapede, che avevano scoperto ciò a cui erano costrette le aziende.

Veniva, pertanto, effettuata una mirata attività investigativa al fine di poter identificare alcune delle aziende coinvolte  e in data 8 novembre veniva raccolta la prima notizia che confermava pienamente quanto appreso informalmente.

Infatti i denuncianti riferivano di aver conosciuto una persona, presentatosi con il nome di Nicola, il quale qualificandosi come “Capitano della Guardia di Finanza” e mostrando un tesserino di riconoscimento corredato da una placca metallica raffigurante lo stemma araldico dello stesso Corpo, dopo aver appreso dei loro onerosi contenziosi con vari enti statali, vantando conoscenze altolocate di vario livello, faceva richiesta di ingenti somme di denaro con il pretesto di comprare i favori di personale in servizio presso gli enti suddetti.

Dopo aver effettuato una ulteriore attività  di indagine il soggetto veniva identificato per Nicola Mazzocchetti, nato a Conegliano Veneto il 19 marzo1972, residente a Ortona (contrada da Morrecino), autista, già noto alla Polizia per reati simili.

Venivano effettuati dal Commissariato di San Benedetto del Tronto  diversi appostamenti e pedinamenti del soggetto, il quale si spostava con autovetture prese a noleggio facendo credere ai malcapitati che le stesse fossero in uso a lui ma appartenenti alla Guardia di Finanza.

Con una società della zona veniva allora combinato un incontro per la consegna di una tranche di 1.500 euro, parte del denaro necessario come tangente per risolvere un contenzioso con l’Inps andando a parlare direttamente con il direttore generale a Roma.

Mentre il soggetto si accingeva a prendere la busta contenente la somma di denaro, stante la flagranza di reato, i poliziotti intervenivano traendolo in arresto perché ritenuto responsabile dei reati di Millantato Credito e possesso di segni distintivi contraffatti. Nella successiva perquisizione domiciliare venivano rinvenuti e sequestrati  sia il tesserino con placca della Guardia di Finanza che copiosa documentazione inerente le ditte truffate.

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