SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Di caduta di stile ne basta già una”. Giovanni Gaspari evita il ping-pong della polemica, ma con una non risposta di fatto replica al sindaco di Ascoli, Guido Castelli, autore di una lettera piccata in tema di Sanità: “A che gioco sta giocando Gaspari? – aveva tuonato – Un martedì mi invita a San Benedetto e si impegna a condividere in una logica unitaria i processi di integrazione e il martedì successivo, senza dire niente, si reca da Spacca con la lista della spesa dell’Ospedale di San Benedetto?”. Un appuntamento questo che era stato fissato da tempo, assolutamente non conseguente al faccia a faccia col primo cittadino del capoluogo piceno. Giustificato quindi lo stupore del numero uno di viale De Gasperi: “Il compito di un sindaco è avere equilibrio e senso di responsabilità, non deve farsi prendere la mano. Con Ascoli abbiamo raggiunto una sintesi e dobbiamo proseguire su quella strada”.

Un percorso di sintesi ed unità di intenti, per evitare che dall’esterno ne approfittino: “Non dobbiamo offrire ad altri la scusa per non aver fatto nulla sul nostro territorio”. Tradotto: non litighiamo, sennò a godere è solo la Regione. “Posso comprendere la sua reazione – prosegue Gaspari – tuttavia mi è sembrata sproporzionata. E’ importante ciò che ci siamo detti, nient’altro. Rimaniamo sui problemi”.

La prossima settimana, dopo la “spedizione” in Ancona, è previsto un meeting con il neo-direttore dell’Area Vasta 5, Giovanni Stroppa: “Ci andremo insieme. Non inalberiamoci. Al limite avrei potuto farlo io con la proposta di un nuovo ospedale da costruire a Campolungo. Non l’ho fatto”.

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