GROTTAMMARE – L’Adriaoil, l’ormai noto sansificio di Grottammare, lunedì 14 novembre dovrà compiere una valutazione sul livello delle emissioni, alla presenza dell’Arpam (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche).

“Se i parametri superassero la soglia di guardia – interviene il consigliere provinciale Raffaele Rossi, – la Provincia farebbe immediatamente chiudere il sansificio”.

L’Adriaoil, come avevamo anticipato in un altro articolo, avrebbe mandato una richiesta di riapertura alla Provincia (che gliel’aveva revocata nel febbraio scorso), sostenendo di aver modificato i macchinari per diminuire le emissioni e stare così in regola.

Questa è stata accolta in maniera temporanea (scadenza 14 novembre), infatti il sansificio dovrà dopo 10 giorni di lavoro, controllare immediatamente il livello delle emissioni.  Poi la Provincia, insieme all’Arpam, deciderà se farlo continuare.

Il consigliere ha da ridire sull’operato dell’Amministrazione comunale: “Nessuno si presentò alla Conferenza di Servizi (vedi pdf) che si svolse il 9 settembre 2010 in cui l’Adriaoil ottenne l’autorizzazione per le emissioni l’anno passato. Come se l’argomento non fosse di sufficiente interesse.”

Poi il consigliere cita ad esempio la città di Canosa, dove il problema con un sansificio è stato risolto con l’intervento della Procura della Repubblica che l’ha chiuso per la molestie ai danni dei cittadini (Rossi si riferisce all’articolo 674 del codice penale “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti” n.d.r)

Anche il sindaco di Grottammare, Luigi Merli è entrato in merito alla vicenda, in un momento diverso e con un intervento non collegato alle dichiarazioni di Rossi: “Ad oggi siamo al settimo giorno di rodaggio, una volta che avremmo i risultati reali sulle emissioni se non garantiranno una messa a norma chi di dovere agirà”.

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