SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tesi, smentite e contro tesi. Dentro Sinistra Ecologia e Libertà continua la discussione, anche se a questo punto, più che dentro, il confronto prosegue all’esterno. Con i quattordici dissidenti ovviamente, che confermano il loro addio al movimento vendoliano, ribadendo le accuse della prima ora che parlavano di una “conduzione padronale dell’organizzazione”.

Giorgio Mancini oggi getta acqua sul fuoco: “Faccio loro un sincero in bocca al lupo, però non era più possibile andare avanti assieme. Sel aveva ed ha una visione unitaria del centrosinistra, l’intento è quello di ampliarsi e ricostruire un qualcosa di forte e compatto; dall’altra parte al contrario vogliono ricostituire una forza alternativa, ancora più a sinistra”. Una condizione di fatto inaccettabile per il coordinatore provinciale: “Volevano aprire una sezione distaccata, non era oggettivamente realizzabile”.

Al centro della contesa ci sarebbe pure la questione della successione di Luca Spadoni al coordinamento comunale, una volta diventato assessore. Si era parlato di un triumvirato di transizione, composto da Mancini, Attilio Biocca e Paolo Virgili. Scelta che era stata condivisa dal segretario regionale Edoardo Mentrasti per la conduzione del partito fino al congresso. “Non è stato mai applicato, nonostante fosse stato votato”, tuona Biocca. “Se ne era parlato, niente di più”, replica stizzito Mancini, accusato dallo stesso Biocca di essersi imposto al vertice in maniera antidemocratica: “La prima analisi del voto venne fatta a due mesi dalle elezioni; non ci fu dato modo di giudicare quel tonfo elettorale. La prova di ciò che dico è davanti ai vostri occhi. Il nuovo segretario è Tommaso La Selva, ma parla lui”.

Un’elezione avvenuta nella giornata di domenica all’Hotel Progresso. Al fianco di La Selva, sono state nominate tre donne al coordinamento: Ilaria Core, Eleonora Chindemi e Serena Michelangeli.

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