SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Polveri sottili e nanopatologie. Sono termini che oggi trovano sempre più spazio non solo nelle sedi accademiche ma anche in quelle pubbliche, per sensibilizzare la cittadinanza circa i potenziali effetti che il particolato determina per la nostra salute e l’ambiente. All’auditorium comunale “Tebaldini”, si è svolto nel pomeriggio di sabato 5 novembre, l’incontro Le polveri che uccidono… a norma di legge, un convegno promosso dall’associazione In Movimento per San Benedetto a cui ha preso parte Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie e la dottoressa Antonietta Maria Gatti.

La tanto discussa questione dell’impianto di stoccaggio del gas – che, lo si ricorda, vede la realizzazione di una centrale per il deposito di metano prelevato dalla rete nazionale, posta in una zona compresa tra la Salaria, la linea ferroviaria San Benedetto-Ascoli e un tratto dell’autostrada A14 su un’area sottostante di diecimila metri quadri – ha rappresentato l’occasione per organizzare da parte dell’associazione e del Movimento Cinque Stelle, una serie di incontri per capire l’origine di queste polveri e il loro effetto sulla salute dei cittadini.

“Nel 1997 – esordisce Stefano Montanari – con il progetto europeo Nanopatologie, in collaborazione con l’Università di Cambridge, di Magonza e l’Istituto Nazionale di Fisica della Materia, abbiamo scoperto che le nanopolveri inalate restano nell’organismo, a differenza di quanto si pensava in precedenza. Da qui, è partito uno studio che considera le polveri sottili dannose per la salute, le quali una volta depositate ad esempio negli alveoli polmonari, vengono trasportate attraverso il sangue negli altri organi ed essere poi isolate con dei tessuti chiamati ‘infiammatori’ che possono tramutarsi in cancro come anche determinare malformazioni alla nascita”.

Se però la natura è produttrice di nanoparticelle attraverso le eruzioni vulcaniche, l’erosione delle rocce e le sabbie desertiche, l’uomo le produce con le combustioni, sia esse provenienti dagli inceneritori, dalle industrie, dalle automobili e dalle caldaie per i riscaldamenti domestici. Montanari inoltre, non manca di sottolineare che l’origine delle polveri sottili – di forma sferica e composte da aggregati atomici e molecolari – non si limita a questi esempi ma anche da altre fonti, fra cui gli pneumatici, gli asfalti stradali, i cementi con cui si costruiscono le abitazioni fino a quelle provenienti dagli strumenti tecnologici, le nanotecnologie.

“Oltre agli elettrodomestici – prosegue il ricercatore emiliano – è curioso notare anche come a volte si studiano delle soluzioni volte a ridurre le pm10 che solo in apparenza risultano efficaci. È il caso del filtro antiparticolato che sì agglomera le particelle al suo interno, ma che però dopo circa 200 o 300 chilometri percorsi dall’auto si intasa. È qui che interviene una sostanza chiamata cerina che una volta iniettata nel filtro, rilascia il suo contenuto sotto forma di gas CO2. Succede così che oltre ad aggirare il rilevamento delle apposite centraline, si inquina attraverso l’emissione dei gas serra”.

Nel corso del dibattito, si è poi anche dato spazio alle fonti di inquinamento provenienti dai rifiuti oltre alle proposte per la produzione di un’energia che prende le distanze dalle centrali nucleari e quelle a carbone, considerate da Montanari costose e, nel caso del carbone, cancerogene. Senza dubbio, secondo lo studioso di nanoparticelle, il riciclo dei rifiuti rappresenta la via maestra visto che gli inceneritori bruciando una tonnellata di rifiuti, inquinano per ben due tonnellate. “Per incenerire il materiale organico – aggiunge Montanari – occorrono altre sostanze come l’ammoniaca, i gessi e altre sostanze liquide che rilasciate nell’atmosfera, rappresentano un danno per l’ambiente e l’agricoltura. E visto che l’Italia pullula di inceneritori e nelle Marche ce n’è uno nella zona di Fano, è bene che le popolazioni si informino bene sui progetti come quello che qui a San Benedetto si sta tentando di realizzare. È importante – conclude il ricercatore – che gli amministratori valutino bene questo genere di iniziative poiché è in gioco la salute di tutti”.

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