SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stiamo vivendo il decennio della biodiversità proclamato dalle Nazioni Unite: dal 2011 al 2020. Un tema di cruciale importanza per salvaguardare l’ecosistema nel quale cresceranno i nostri figli. Tra le aree di lavoro individuate lo scorso anno dal nostro Ministero dell’ambiente si segnala l’agricoltura e si sottolinea la sua centralità nella nutrizione di tutta la popolazione mondiale e come contribuisca alla salute di tutti. In questo contesto si pone l’attività dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) anche grazie alle sue articolazioni sul territorio, come quella, appena nata, a San Benedetto.

Si chiama La tàccola ed è il primo circolo che nelle Marche abbia raccolto la sfida di promuovere il territorio, i produttori e i prodotti locali e di coinvolgere il maggior numero possibile di consumatori verso i temi dell’agricoltura biologica e verso la riscoperta dei prodotti della tradizione contadina.

“Il circolo sarà attivo nell’organizzazione di iniziative culturali, di gite alla scoperta delle aziende agricole biologiche, di degustazioni”: annuncia Pietro Canducci, neoeletto presidente del gruppo sambenedettese il quale ha risposto, nel video alla destra di questo articolo, ad alcune domande sull’associazione.

“Il nome La taccola è il simbolo della riscoperta di una varietà autoctona del pisello – spiega Enzo Malavolta, vicepresidente di Aiab Marche – che, a cavallo di Ottocento e Novecento, veniva esportata dal territorio piceno soprattutto nei Paesi dell’Europa del nord. Negli anni Sessanta la coltivazione della taccola diminuì poiché considerata poco redditizia dai contadini. Oggi invece osserviamo fortunatamente una inversione di tendenza e i nostri coltivatori stanno riscoprendo la taccola coscienti anche del fatto che si tratta di un prodotto eccezionale dal punto di vista nutrizionale”.

Questo è solo uno dei princìpi ispiratori dell’associazione la quale si adopererà per il recupero della biodiversità presente nel nostro territorio anche attraverso un’opera di sensibilizzazione rivolta ai consumatori e al mondo della scuola. Fin da subito sarà possibile aderire all’associazione sottoscrivendo, presso i locali del bar Seven rooms in via Legnago 52, una quota del valore di cinque euro.

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