SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli amici di Sel ce l’hanno con Riviera Oggi e i suoi commentatori? Eppure le cose che stanno avvenendo le abbiamo scritte mesi e mesi fa. Riporto di seguito un estratto da un mio articolo dello scorso 24 febbraio, a pochi giorni dall’accordo elettorale tra Sel e Gaspari.

Non sono un mago, ma la situazione era tanto chiara che ipotizzare uno svolgimento diverso sarebbe parso davvero originale. Gaspari, già allora, sapeva che la delibera sarebbe stata annullata, per cui rinunciarvi a fronte di un accordo “politico” era per lui un aiuto a disfarsene da gentiluomo piuttosto che una bocciatura delle politiche urbanistiche.
1) annullamento delibera della Mega Variante;
2) inutilità del referendum;
3) poca rilevanza dunque dell’accordo politico Sel-Gaspari e verifica invece del loro contributo in uno stadio successivo (di cui si parla oggi: Spadoni rivendica il programma di mandato con Prg a crescita zero, Emili, capogruppo Pd, invece dice il contrario: chi vincerà avrà ragione).
Aggiungevo poi, in merito alle “primariette”, che Sel non avrebbe potuto fare battaglia ma piuttosto mimarla: “Per Spadoni e per Sel è più conveniente farsi contare che rischiare la battaglia aperta e totale (come avvenuto fino a una settimana fa, d’altronde)“.

24 febbraio 2011, SEL E IL “PROGRAMMA” Reputo politicamente legittimo e persino trasparente il matrimonio tra Sinistra Ecologia e Libertà e la maggioranza di Gaspari. Ma su quale programma? Nessuno. La Megavariante, lo sanno bene Mancini, Spadoni e Rossetti, era mezza morta di per sé, tanto che il referendum, a ‘sto punto, è quasi inutile se non come importante momento di coinvolgimento popolare sul tema della “crescita zero”. Adesso si troveranno le parole per aggiustarla un poco (volumetria in via Piemonte, volumetria dove è l’attuale piscina, qualche altro mattone ma “senza consumo di nuovo suolo”). Sulle primarie spendo il punto successivo. Sul Piano Regolatore Generale è come sfondare una porta aperta: Gaspari ripete sempre che, nonostante la Megavariante, il Prg resta (o resterebbe?) la loro stella polare (si spera non ghiacciata). Sel gioca la propria credibilità politica non sui tre punti dell’accordo, che non sarà accordicchio ma non è una svolta, ma su un campo ben diverso, che ora non tocchiamo per brevità ma anche per verificare se gli ex “ragazzacci” sapranno (in caso di vittoria del centrosinistra e di successo elettorale anche di Sel…) davvero individuare e così indirizzare il resto della maggioranza. Sarebbe davvero una rivoluzione. Mai dire mai.

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