Un piccolo inciso prima delle spiegazioni integrali che il governatore della Regione Marche ci ha inviato per posta elettronica

Sono finalmente arrivate le risposte del presidente della regione Marche, Gian Mario Spacca, alle nostre undici domande (o meglio proteste) riguardanti l’inserto Italie/Marche inserito all’interno del Corriere della Sera di circa un mese fa. Lasciamo ai nostri lettori la libera interpretazione senza nostre “aggiunte”. Su alcuni particolari, però, non possiamo farne a meno.

a) La sua risposta n. 2, seppur condita da un pizzico di ironia, rispecchia una verità assoluta (l’indipendenza dei giornali dagli inserzionisti pubblicitari) cosa che noi di Riviera Oggi possiamo condividere con pochissime altre testate. Anche se, nel caso specifico, le cose non stanno come Lei dice: se, ad esempio, una società editrice inserisse una pagina promozionale in un volume o inserto nazionale nel quale si parla delle sue peculiarità, non solo vorrebbe sapere se i dati dell’Azienda sono stati inseriti totalmente ma lo pretenderebbe; motivo per cui il suo esempio non lo riteniamo calzante. Come non ci sembra calzante che le stesse domande (risposta n. 11) al giornalista del Corriere della Sera dovremmo farle noi e non il “titolare” dell’azienda, pardon Regione, penalizzata.

b) La sola citazione, nella risposta n. 6, della lettera che le ha inviato il sindaco di San Benedetto del Tronto, alla luce di passato recente e del presente, appare come un fatto tragicomico della politica italiana. Grazie.

1) E’ la seconda volta in due anni che un inserto informativo diffuso a livello nazionale ignora del tutto il Piceno e in particolare la Riviera delle Palme (prima Il Messaggero, si legga qui e qui, ora Corriere della Sera). Come se lo spiega?

Ribadisco quello che ho già detto più volte. Stiamo parlando di un’iniziativa editoriale libera ed autonoma gestita direttamente dalla testata e dai giornalisti, nella libertà di scelta e di opinione che deontologicamente caratterizza la loro professione.

2) In entrambi i casi vi era però una pubblicità della Regione Marche: questa è stata consegnata ai giornali senza conoscerne preventivamente il contenuto degli inserti, oppure il contenuto della pubblicazione del Corsera era a conoscenza di funzionari e politici marchigiani?

Riviera Oggi sicuramente conosce già la risposta (del resto si parla di editoria e giornalismo, il suo “pane quotidiano”). Com’è evidente a chi è del mestiere, pubblicare una pagina promozionale su un inserto, un quotidiano o una rivista non dà in alcun modo, e ribadisco in alcun modo, “potere” di conoscere né tanto meno di definirne i contenuti. E questo, giustamente, in rispetto alla libertà di stampa e all’autonomia di scelta dei giornalisti che anche voi di Riviera Oggi rivendicate sempre giustamente e che noi rispettiamo con il massimo riguardo.

3) Quanto è costata la pubblicità della Regione Marche nell’inserto “Italie” del Corriere della Sera?

Ogni atto della Regione, in linea con la politica di assoluta trasparenza da sempre seguita dall’amministrazione regionale, è consultabile immediatamente online subito dopo la sua adozione. Tutto è verificabile sul nostro sito da parte di qualsiasi cittadino o organo di informazione. Questo vale per le vostre domande future. La pubblicazione della pagina promozionale della Regione sul Corsera fa parte di un azione di promozione integrata basata su diversi strumenti ed uscite (accanto alla pagina promozionale sull’inserto a diffusione nazionale, anche la presenza per un mese sul sito della testata, altri spazi promozionali sul quotidiano, ecc.). L’impegno della Regione è stato di 25 mila euro + Iva per questo pacchetto di strumenti ed uscite.

4) Lei è stato intervistato e, scegliendo alcuni luoghi da visitare, cita località che si trovano in 4 province su 5. Luigi Viventi fa un lungo elenco di infrastrutture, sempre relative a 4 province su 5. Si sente di chiedere scusa ai cittadini del Piceno? Come giustificare una superficialità così grande, altrimenti?

Nell’intervista non ho citato tre “luoghi” ma tre segmenti turistici originali, unici ed irripetibili: la cultura e i beni culturali con il Palazzo Ducale, i parchi naturali con il Conero che sintetizza l’incontro tra mare e montagna, gli shopping tour con i distretti industriali. Tre segmenti turistici di grande potenzialità, su 10 ed oltre possibili nelle Marche, quindi, e non quattro province su cinque come lei dice.

5) La pubblicazione del Corriere della Sera le è piaciuta o ha notato qualche difetto? Avremmo apprezzato molto, piuttosto che una risposta siffatta a Gaspari, che lei avrebbe compreso – come senz’altro sarebbe accaduto se nella situazione sambenedettese si fossero venute a trovare Ancona, Jesi, Fabriano, Fano…) il malessere cittadino e avrebbe cercato risposte dal Corriere della Sera.

Rimando alle risposte 1 e 2.

6) La Regione, con Hoffman ma anche con le sue campagne pubblicitarie molto incentrate sul turismo collinare e meno su quello balneare, ha riscosso complessivamente un buon riscontro in termini di presenze turistiche. Nel Piceno va un po’ peggio: i dati parziali gennaio-agosto danno presenze provinciali -2,86%, con -0,46% a San Benedetto, – 21% ad Ascoli, Grottammare -2,57%. Come intendete rimediare a questa situazione?

A questa domanda, se mi è consentito, lascerei rispondere il sindaco con la lettera che mi ha inviato.

Caro Presidente, Caro Assessore,

vogliamo condividere con lei l’importante risultato nel settore turistico testimoniato dagli eccezionali dati forniti nei giorni scorsi dall’Osservatorio Regionale del Turismo. Le Marche ancora una volta si confermano luogo di attrazione e meta privilegiata per i turisti e San Benedetto, in particolare, riesce a sedurre tanti turisti, italiani, ma soprattutto stranieri in particolare cechi, polacchi e tedeschi.

Non crediamo di esagerare reputando questo risultato un successo di Regione, Comuni e operatori del settore che, sinergicamente, promuovendo l’immagine dei territori, lavorando per migliorare l’accoglienza, offrendo strutture ricettive adeguate e qualità del territorio, delle spiagge e del mare, hanno operato affinché il risultato fosse raggiunto. Ed è innegabile che, quando ci sono dei meriti, non possono che essere equamente condivisi tra tutti.

Sappiamo che la coraggiosa scelta di veicolare l’immagine della regione attraverso un testimonial di caratura mondiale come Dustin Hoffman, come tutte le scelte coraggiose all’inizio non è stata compresa da tutti, ma a lungo andare, ha convinto anche i meno lungimiranti e soprattutto ha rappresentato un formidabile elemento di attrazione convincendo tanti turisti stranieri a trascorre le proprie vacanze nelle Marche.

Grazie per quello che la Regione ha fatto per restituire al settore turistico il ruolo di volano della crescita economica delle Marche, di cui ha beneficiato anche la nostra città. Siamo certi che il trend registratosi in questo 2011 si rafforzerà negli anni venturi e che la collaborazione instaurata tra Regione e Comune avrà modo di manifestare i suoi effetti positivi anche in altri settori.

Cordialmente

Giovanni Gaspari

7) La penalizzazione del Piceno anche in questa pubblicazione del primo giornale nazionale, rafforzata dalla poca considerazione delle interviste dei due politici, non la fa sentire un poco in imbarazzo di fronte a chi, nel Piceno, si sente considerato “marchigiano di Serie B“?

Rimando alle risposte precedenti: nessun imbarazzo perché da parte della Regione non c’è mai stata alcuna penalizzazione nei confronti del Piceno e perché per il governo regionale non esistono cittadini di serie B e, al di là di quanto gli amministratori locali vogliono leggere in un inserto giornalistico, lo stiamo dimostrando con i fatti. Ultimo in ordine di tempo il riconoscimento al Piceno (unica provincia nelle Marche) e a San Benedetto di tutto il fabbisogno richiesto nell’ambito del patto di stabilità regionale. Ora, nel riparto, visto che Fabriano ha avuto zero risorse, se ne dovrebbe dedurre l’opposto di quello che dite. In realtà il governo regionale ricerca l’equanimità dei propri comportamenti, magari recuperando ritardi e squilibri del passato.

8) Il sindaco di San Benedetto, Giovanni Gaspari, ha detto, riferendosi a lei: “Forse per qualcuno aver creato una delega al Piceno è stato un modo per deresponsabilizzarsi, per delegare e non prendersi cura di un territorio“. Cosa ne pensa?

La considero un’affermazione alquanto “curiosa”, ed anche un po’ “surreale”. Insomma: Gaspari dice che il Piceno è trascurato. Il governo regionale ha una delega al Piceno (e non ha una delega al Fermano, né al Maceratese, né all’Anconetano, né al Pesarese) e la conclusione di Gaspari qual è? Penalizzati perché il governo regionale ha creato una delega tutta dedicata ad affrontare i problemi del nostro territorio, con un’attenzione specifica e mirata. Senza dimenticare che il governo regionale, in forma solenne, ha incontrato l’amministrazione di San Benedetto più di qualsiasi altra città delle Marche. Cosa ne penso? No comment.

9) Il Piceno è la provincia che soffre di più la crisi economica. Per tutta risposta l’assessore provinciale Viventi, nella sua intervista, cita le seguenti “grandi opere”: “Quadrilatero; Civitanova-Foligno-Roma; la direttissima Perugia-Ancona; autostrada Fano-Grosseto; bypass ferroviario per 210 milioni di euro a Falconara; snodo ferroviario di Jesi; progetto da 500 milioni per collegamento autostradale A14-porto di Ancona; sviluppo del porto di Ancona…” Vengono citate opere concentrate tra Ancona, Pesaro e Macerata, mentre a San Benedetto si aspetta da 20 anni la cosiddetta “Bretella” e Ascoli non è da meno. Senza dimenticare che l’unica provincia senza terza corsia autostradale è il Piceno. Come giustifica questa evidente superficialità di Viventi nei confronti del Piceno? E se di elettrificazione della ferrovia Porto d’Ascoli-Ascoli lei parla, non crede che sia stato un grave errore ometterla davanti ad un giornale nazionale?

Due settimane fa sono venuto personalmente ad inaugurare il ponte sul fiume Tronto: un’opera che rientra in un più complessivo progetto da 17 milioni di euro. Proprio in quell’occasione ho ricordato il grande impegno della Regione per le infrastrutture del Piceno, citando tra gli altri gli investimenti per l’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli (per la quale la Regione ha stanziato 9 milioni di euro), l’adeguamento della Salaria, i progetti per il polo logistico interregionale che stiamo trattando con l’Ue. Sulla terza corsia, suggerisco di approfondire seriamente perché Società Autostrade si è fermata a Porto Sant’Elpidio, non trovando la disponibilità degli amministratori locali, divisi tra loro, sul tracciato che veniva proposto. Se vogliamo rileggere questa storia triste, non ho alcuna difficoltà.

10) Gli operatori turistici piceni spesso hanno lamentato una comunicazione turistica balneare incentrata sempre sulla Riviera del Conero, che però non ha nulla in comune con il resto delle spiagge marchigiane (rocciosa la prima, sabbiose le seconde) e quindi darebbero una impressione diversa rispetto a quello che viene offerto. Anche lei rimanda alla Riviera del Conero come una delle tre attrattive principali da visitare. Non ritiene che la critica degli imprenditori turistici sia fondata?

Dispiace davvero leggere certe affermazioni. Basterebbe semplicemente guardare lo spot con Dustin Hoffman (girato ad Ascoli, e non altrove, per l’“invidia” di tutto il resto della regione) che ha portato l’immagine delle Marche nel mondo, per smentire questa e la sua precedente affermazione. San Benedetto e la sua Riviera delle Palme (cui la Regione ha dedicato non pochi investimenti e che ora sta tutelando con interventi contro il punteruolo rosso – fenomeno non a caso molto più contenuto qui rispetto all’andamento nazionale) figurano in tutto il loro splendore nello spot. L’immagine della Riviera compare anche in uno dei manifesti della nuova campagna (manifesto in cui le foto presenti per tutte le Marche sono solo 9: una di questa presenta San Benedetto). Quello stesso manifesto che è stato scelto per la pubblicità esibita sul Corriere della Sera: le palme della Riviera compaiono proprio a fianco di un sorridente Dustin Hoffman.

11) Nelle 48 pagine è dato spazio a molti illustri personaggi della cultura, dello sport e dell’economia marchigiana. Non vi è neppure uno relativo all’area di San Benedetto e dintorni. Ritiene che questo sia per un deficit economico-culturale della zona o sa dare altre spiegazioni?

La zona di San Benedetto è particolarmente “fertile” da questo punto di vista e sicuramente non da meno di altre località marchigiane. Detto questo, le scelte, come affermato più volte, sono state fatte dalla testata quindi potreste formulare altre undici domande al Corsera. Grazie dell’attenzione e scusate del ritardo, ma eravate stati voi stessi a dirmi che non c’era fretta.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 518 volte, 1 oggi)