SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La città ha bisogno di un Piano Regolatore Generale, ma per Loredana Emili questo “non sarà mai a crescita zero”. Bocciato dunque senz’appello lo slogan storico del Comitato anti-Mega Variante, che ha portato a casa una sostanziale vittoria grazie all’annullamento del contestato progetto urbanistico (con 15 sì, 7 non votanti e l’astensione di Calvaresi), incassando tuttavia un chiaro avvertimento da parte dell’amministrazione comunale durante l’assise pubblica di giovedì sera.

“La via maestra da seguire è quella, rivendico una politica di sviluppo”, ha spiegato il capogruppo Pd nel corso di un dibattito a tratti accesissimo. La discussione era partita con la presentazione di due emendamenti, pressoché identici, firmati Maria Rosa Ferritto e Giovanni Gaspari. In entrambe si chiedeva la sostituzione nella delibera 113 del 2009 dei termini “rettifica parziale” con quello decisamente meno ambiguo di “revoca”.

“La volontà era palese – ha precisato Gaspari – voglio evitare di lasciare dubbi che nessuno intende lasciare. Sono il tenutario di un impegno politico che ho accettato di onorare”. Poi, via ad un refrain ribadito a più riprese: “Sono il primo cittadino, eletto democraticamente. E’ un dato di fatto, io ho vinto le elezioni, altri no”.

Stoccate rivolte ai critici. Tanti, tra i banchi dell’opposizione. Il Movimento Cinque Stelle ha ricordato come il sindaco si sia sempre messo di traverso alla volontà di indire un Referendum Consultivo: “Prima ci fu la mancata vidimazione, in seguito la prepotente performance al Teatro Concordia. Senza dimenticare lo spostamento da marzo a novembre della data, la non istituzione della commissione garante. Un atteggiamento non democratico. La Mega Variante è stata un fallimento. Chiedo le sue dimissioni”. Appello accolto con un ghigno da Gaspari, abbandonato ben presto al momento dell’intervento bollente di Luca Vignoli: “Non c’è stata programmazione, la procedura è stata disastrosa dall’inizio alla fine. Quella delibera – ha proseguito l’esponente del Pdl – era parsa sin da subito una porcata. Inoltre, la scelta di legare il destino della Mega Variante a quello della Grande Opera è stata sciagurata. Se il suo superamento era previsto da un accordo di coalizione, perché non è stata portata in consiglio a giugno o a luglio? Se la delibera non fosse passata avremmo dovuto votare domenica, fra tre giorni. Se facessi parte del Comitato mi sentirei preso in giro”.

Bordate senza filtri sotto gli occhi di Fiorella Pierbattista, neo-segretario comunale al suo primo Consiglio.

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