Samb. Ho la sensazione che qualcosa di buono per i colori rossoblu stia nascendo, solo una sensazione, nulla di più. Credo però anche che, comunque vada a finire l’attuale vicenda di un gruppo di imprenditori che vorrebbe coalizzarsi per riportare la Samb al professionismo calcistico, sarà l’ultimo tentativo. Me lo fa pensare il momento economico che sta vivendo l’Europa, le sue nazioni, le sue città, le sue province. Un momento in cui, specialmente nel campo del mattone che si sa, insieme al petrolio,  “costruisce” più miliardari di altre attività lavorative. Mi spiego.

Fino a qualche anno fa bastava ad un “muratore” qualsiasi mettersi da solo per crearsi un business più o meno grande nel campo delle costruzioni, quelle abitative in particolare. “Mestiere”, tra l’altro, che intraprendevano anche coloro che, avendo avuto fortuna in un campo lavorativo diverso, cercavano il volano più semplice per moltiplicare i propri guadagni. Fino a 5-6 anni fa il mercato delle costruzioni (appartamenti o altro) aveva una domanda impressionante a fronte di un’offerta crescente tanto che la parola concorrenza nel campo specifico era inesistente. E proprio qui volevo arrivare con il mio discorso “sportivo” applicato all’imprenditoria edile. Essendoci spazio per tutti, essere più simpatici o farsi pubblicità per vendere prima e meglio, non serviva.

Oggi, con la marea di appartamenti invenduti sta ridiventando indispensabile farsi pubblicità  e (principalmente) promuovere nel modo migliore la propria immagine perché, adesso, chi si ferma è perduto e il sogno di diventare costruttore, quindi molto ricco, rischia di diventare un boomerang. Insomma rendersi “simpatico” è diventato fondamentale e quale può essere il settore, specialmente in una piccola città, dove “dare” può portare a ritorni di immagine impensabili molto utili per battere la concorrenza? Il calcio naturalmente e una città che questo sport ce l’ha nel dna per un passato che non tramonta mai… anche se le giornate si stanno facendo sempre più “corte”. Motivo per cui, all’inizio, ho parlato di ultima spiaggia. Modo di dire che molto si addice alla tifoseria di un territorio come la Riviera delle Palme.

Magari Sandro Assenti, imprenditore di successo (oltre che figlio e nipote di storici calciatori della Sambenedettese calcio), avrà pensato a qualcosa del genere prima di avventurarsi in un impegno che, sono sue parole, gli sta da dando risultati straordinari e impensabili. Se, invece, a questo aspetto, non ci avevano pensato né lui né le persone che starebbero per avvicinasi alla Samb (insieme a Bartolomei, Pignotti e Spina meglio ancora), queste mie  umili riflessioni potrebbero dar loro una spinta e un input in più, magari quello definitivo. Chissà?

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