SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rifondazione Comunista protesta contro “la mannaia imposta dall’Europa e assecondata dalla politica italiana a discapito dei ceti produttivi”: nella mattina di mercoledì 2 novembre una delegazione della Federazione della Sinistra della Provincia di Ascoli Piceno ha protestato di fronte alla sede Equitalia di San Benedetto, con lo slogan “noi il loro debito non lo paghiamo!

“Durante l’iniziativa sono stati esposti striscioni e bandiere, che molti cittadini hanno applaudito e condiviso – recita la nota di Rifondazione – Dipendenti di Equitalia hanno manifestato il loro disagio nel vedersi attribuire responsabilità e scelte che sono tutte del Governo Berlusconi e non certo di chi lavora nell’ente. Abbiamo ovviamente ribadito che il presidio non è un attacco all’ente in quanto tale, ma rimarca piuttosto la sistematica disparità di trattamento tra i contribuenti vessati e perseguiti ed i veri evasori, premiati con scudi fiscali e condoni, mentre la rendita patrimoniale subisce addirittura una sforbiciata del prelievo fiscale, come nel caso del mercato degli affitti. Si tratta del primo passo per portare qui, nel territorio piceno, l’indignazione verso le politiche di tagli dei diritti e tassazioni integralmente a carico delle classi a reddito medio basso, che questo governo sta portando avanti da quasi un decennio ed oggi spaccia come necessità imposte dal debito”.

“Nel corso dell’iniziativa sono stati portati numerosi palloncini colorati ognuno dei quali contrassegnati con un nome e una professione, a simboleggiare la zavorra che impedisce ai lavoratori di volare, poter cioè pianificare e condurre una vita soddisfacente in cui i diritti essenziali (non solo lavoro, ma anche abitazione, istruzione, salute) siano garantiti. Oggi quella zavorra è ulteriormente appesantita dal debito di stato, la cui responsabilità viene spalmata in assoluta malafede sulle classi lavoratrici che hanno avuto l’unico torto, in questi trent’anni, di essere sopravvissute mentre i padroni accumulavano profitti. Alla fine dell’iniziativa i palloncini sono stati liberati, rappresentando quindi il default (al di là delle sue implementazioni tecniche) come unico strumento in grado di restituire la libertà ai cittadini italiani” termina la nota.

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