SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Tommasso Caroselli Leali in merito all’inaugurazione del ponte sul fiume Tronto.

Quando un’opera pubblica viene inaugurata è giorno di festa per i cittadini sia perché avranno dei benefici, sia perché potranno utilizzare qualcosa che hanno contribuito a pagare, sia anche perché il loro denaro non è stato sprecato.

L’inaugurazione del nuovo ponte avrebbe dovuto essere la festa degli imprenditori di Porto d’Ascoli che lo hanno voluto con tenacia, primo passo per la messa in sicurezza del territorio, invece gli imprenditori non c’erano, come ha giustamente rilevato il sindaco Gaspari, e non c’erano perché non erano stati informati né tantomeno invitati.

Forse non siamo stati invitati perché l’inaugurazione, come abbiamo letto sui quotidiani, è stata anticipata, infatti i vent’anni dall’alluvione sarebbero scaduti ad aprile prossimo.

Nella cerimonia si è parlato di sviluppo, di Unione delle regioni, di Regno di Napoli e Stato Pontificio, ma non si è detto che il ponte è stato costruito solo per poter demolire quello esistente che ha i pilastri in alveo ed ostacola il deflusso delle acque.

Ora gli imprenditori, mortificati dalla politica che ancora una volta si dimostra lontana dalle imprese, desiderano ricordare che non è finita, che il nuovo ponte è solo il primo passo, che è assolutamente necessario abbattere il vecchio ponte ed ampliare quello ferroviario, perché allo stato attuale nulla è cambiato per i rischi di esondazione.

Ed infine ci si consenta di osservare, da imprenditori, che se i territori a rischio fossero velocemente messi in sicurezza si spenderebbe meno di quanto si spende per continuare ad inseguire le emergenze ed in più si eviterebbero le tragedie rendendo un vero servizio politico ai cittadini.

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