SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una sinergia tra Comune di San Benedetto, operatori del settore pesca, facoltà universitarie e strutture di ricerca ha consentito di presentare tre importanti e innovativi progetti per il miglioramento della qualità dello sforzo di pesca in Adriatico in risposta ad un bando della Regione Marche per l’utilizzo dei fondi FEP (Fondo Europeo della Pesca) 2007/2013.

Da un’idea dell’Assimpessca guidata da Nazzareno Torquati e articolata in proposta progettuale dal Settore Europa del Comune con il supporto scientifico dell’Università di Camerino, è stata presentata la richiesta di supporto economico per la progettazione di un tipo di rete da pesca molto selettiva (semi pelagica alla francese), capace di risparmiare il pescato di taglie più piccole nel rispetto delle direttive comunitarie.

Altri due progetti sono stati invece proposti dalla cooperativa di pesca “BDPT” e vedono come capofila scientifico l’Università di Camerino con il supporto del centro di ricerca “Asteria” e del prof. Paolo Melotti dell’Università di Bologna: il primo contempla un sistema di pesca degli scampi attraverso le nasse e non con lo strascico come attualmente avviene (quindi a bassissimo impatto ambientale, analogamente a quanto si sta sperimentando in alcune zone del Nord Europa), il secondo propone la costruzione di una “mappa biomatica in 3D” delle zone di pesca, cioè una raffigurazione tridimensionale delle tradizionali zone di pesca dell’Adriatico centrale sulla quale riportare, sulla base delle indicazioni storiche e dei rilevamenti GPS dei pescherecci che collaboreranno al progetto, le tendenze migratorie delle varie specie ittiche con la relative caratteristiche morfologiche e quantitative. Il tutto allo scopo di proporre l’attuazione del fermo biologico in relazione agli effettivi periodi di riproduzione delle varie specie ittiche, cioè la richiesta che da sempre le marinerie avanzano alle autorità.

“Il valore economico dei tre progetti – spiega l’assessore alla pesca Fabio Urbinati- è di circa 150.000 euro complessivi. Ma è molto superiore l’ammontare dei finanziamenti che si potrebbero ottenere una volta che queste idee si trasformeranno in strumenti concreti perché capaci di modificare profondamente il modo di pescare delle nostre marinerie. E’ evidente infatti che l’Unione Europea ha deciso di puntare decisamente su una pesca sostenibile, e ciò che ci proponiamo di realizzare va esattamente in quella direzione”.

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