SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Hanno creato molta discussione alcune nostre posizioni relative alla gara di domenica scorsa contro la Civitanovese. Essendo il calcio parlato, in questo modo, una passione sana e dignitosa, torniamo a ribadire con più precisione alcuni punti. Senza avere la presunzioni di azzeccarci. Ma cercando di farlo da osservatori esterni.

Era evidente a tutti che alla Samb mancava un centrocampo adeguato, e i dieci punti di distacco accumulati dalla capolista Teramo (e i nove dall’Ancona) ne sono la prova. Un distacco da due formazioni entrambe molto forti, che, accumulato in così poco tempo, farebbero pensare ad un campionato finito già ad ottobre. Alla faccia delle 4500 presenze nella gara casalinga contro il Teramo.

Però, a nostro avviso, in questo momento nella Samb vi sono quei 3-4 elementi in grado di fare la differenza in questa categoria. Uno, ovviamente, è Cristian Pazzi: l’unica sua pecca è di non avere sostituti di pari livello, o assimilabili. Così, se manca, la Samb soffre tantissimo. L’altro, è Giorgio Di Vicino, giocatore dal carattere forse non facile ma che deve trovare le motivazioni per giocare al massimo: può essere equiparabile al Totò Criniti dei tempi belli.

Con l’arrivo di Davide Carteri anche il centrocampo rossoblu ha un piedistallo sul quale allestire un adeguato sistema di gioco. Magari, in un 4-4-2, assieme a Biondi o Rulli la linea mediana potrebbe davvero diventare invalicabile, sperando che con quei due là davanti (senza dimenticare però che Napolano non è da considerarsi assolutamente una riserva) che riescono a risolvere i problemi più ingarbugliati.

Meno decifrabile, a questo punto, il reparto difensivo: il più continuo e affidabile fino ad ora è parso Marini. Mengo ha iniziato alla grande ma forse è stato quello che ha risentito di più del trapasso della difesa da tre a quattro elementi, con due soli centrali. Ianni e D’Agostino hanno giocato meno ma a causa di loro errori la Samb ha perso punti molto importanti nelle ultime due partite.

Partiamo da per affrontare il settore under. Il portierino c’è, può commettere qualche errore ma è affidabile. Tutto il reparto under ha comunque un livello almeno sufficiente e in qualche caso anche discreto, non comparabile con quello di un anno fa ad eccezione del duo D’Angelo-Grieco. Certo è che va in sofferenza quando i giovani vengono schierati nel reparto centrale, poiché solitamente in quel ruolo gli avversari mandano in campo i loro migliori giocatori.

Una Samb, dunque, non da buttare.

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