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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi? Il Ministero al Turismo ha aperto la porta, ma le chiavi sono a tutt’oggi in possesso della Regione Marche. A quest’ultima infatti spetta il compito di individuare quelle località che abbiano valenza artistica, storica e turistica per poter usufruire di tale opportunità. Ma da Palazzo Raffaello nessuno ancora si è espresso: “Entro il 31 ottobre dovrò formulare l’elenco delle deroghe per quel che riguarda il 2012”, spiega il sindaco Gaspari, che nella mattinata di giovedì ha incontrato le associazioni di categoria e i rappresentanti dei lavoratori. Un compito di fatto ostacolato proprio dalla mancata comunicazione da Ancona che, con l’assessore al Commercio Antonio Canzian, si è impegnata a fornire notizie entro la fine dell’anno. “Il mancato allineamento delle due date mi costringe a fare trattative con tutti quanti, questa è l’Italia – sbotta il primo cittadino – non so ancora se la nostra città verrà riconosciuta”.

Per tutelarsi, Gaspari ha in ogni caso ovviato con degli escamotage distribuendo tra gennaio e febbraio dei ventisei consentiti ben nove permessi di apertura, nella speranza che un ulteriore ritardo non sfori oltre il secondo mese. Salti mortali aggravati pure dalla geografia, considerata la situazione di San Benedetto, confinante con un Abruzzo che vige – in attesa delle nuove indicazioni – di normative più vantaggiose.

“Chi vive fuori dai Comuni vive in un altro mondo”, prosegue Gaspari. L’obiettivo? Sempre Canzian, già bacchettato in tema di Sanità. “I bilanci si approvano il 31 dicembre. Io sapendo se sono o meno città turistica, posso dire anche se possiamo applicare o no la tassa di soggiorno”. Sindaco-Regione: la battaglia continua.

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