SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Volendo scherzare potremmo definirla una secessione all’interno dello stesso partito: il Pd del nord delle Marche contro quello del sud. Balle per qualcuno, ma pura rappresentazione della realtà a detta di Giulietta Capriotti: “Forse siamo troppo forti? Temono che li sorpassiamo? L’impressione ce l’ho da quando Gaspari è stato rieletto”. L’ex presidente del Consiglio Comunale non le manda a dire e si appella direttamente al segretario regionale dei democrat, chiamato a ripristinare l’ordine: “Palmiro Ucchielli intervenga e dica qualcosa anche il nostro coordinatore provinciale Di Francesco. Sembra che ci stiano scaricando, non capiamo il motivo”.

Eppure il meridione marchigiano a Palazzo Raffaello è rappresentato, eccome. Quattro consiglieri regionali (Perazzoli, l’unico del Pd, Camela, Trenta, Natali) e ben due assessori, Donati (Idv) e Canzian (Pd), con quest’ultimo in possesso di una specifica delega al Piceno: “A noi questi incarichi dicono poco – prosegue la consigliera comunale – ci interessano più che altro le risposte ai cittadini. Donati afferma che da noi sono arrivati molti soldi; gradirei sapere quanti ne hanno stanziati per gli altri Comuni e come sono stati gestiti”.

Ma per una Capriotti furente, c’è un sindaco che il giorno dopo la tempesta predica calma: “Non ho detto una parola che andasse contro la persona di Spacca – si difende – non ci sto alle libere interpretazioni dei giornalisti. Sono rappresentazioni non corrette, non ho difficoltà a fare i complimenti quando servono. Mi sono limitato a esporre dati di fatto”. Fatto sta che tra Regione e Comune di San Benedetto, come direbbe lo stesso Gaspari, “la misura è davvero colma”. Resta da capire se, parallelamente ai battibecchi per una città troppo spesso dimenticata, esistano delle frizioni prettamente politiche ed interne al centrosinistra.

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