SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una premessa: della Tassa di soggiorno se ne parla molto nelle città turistiche. Mi è capitato nei giorni scorsi di leggere un editoriale di un settimanale cartaceo come il nostro, nel quale se ne parla in termini assolutamente negativi. Lo riporto anche se, personalmente, condivido solo in parte il disappunto del giornale ischitano, diretto da Gaetano Di Meglio, figlio di quel Domenico Di Meglio (scomparso nel 2008), fondatore de Il Golfo, quotidiano dell’isola diventato famoso per la sua imparzialità e per il coraggio con cui affrontava argomenti scottanti. L’ho conosciuto circa 15 anni fa e posso testimoniarlo.

La rivista si chiama Il Dispari, ecco un articolo di Leonardo Sasso sulla Tassa di Soggiorno, che dimostra tra l’altro che tutto il mondo è paese, inizia così: “Quest’anno le amministrazione isolane hanno voluto regalare un ulteriore brivido a coloro che ancora credono nel nostro prodotto: la paventata Tassa di Soggiorno”, poi il carico da 10: “Il provvedimento oltre che una mannaia per il turista è un’imposta estremamente ingiusta”.

Quindi lo stesso interrogativo nostrano: “Non si sa ancora quanto graverà sul soggiorno dei turisti, se sarà applicata tenendo conto delle categorie alberghiere, se sarà divisa per stagionalità”.
Non so di che colore sono le giunte ischitane ma le conclusioni di un giornale libero come Il Dispari sono: “La classica chiarezza delle nostre illuminate amministrazioni locali”.
Anche lì il giardino del vicino è sempre più verde: “Capri, pur applicando il balzello ha già avuto modo di comunicare tariffe e modalità”.
Se prima il carico era da 10, questa fantasiosa e provocatoria lettera da parte dei sindaci dell’isola d’Ischia, è da 11: “Caro turista noi non volevamo l’ulteriore balzello solo che il governo centrale ha tagliato molti fondi e noi, come ben sai, siamo amministrazioni nate con un po’ di potere clientelare per cui dobbiamo continuare a pagare vigilino che passeggiano per il corso, pinetini che non sanno cosa siano le pinete, ad avere più controllori che controllati ad Ischia Ambiente e così via”.
La conclusione in tema: “Quando si dice lungimiranza e programmazione”.
Al di là del contenuto estremamente negativo sulla tassa di soggiorno, più o meno condivisibile, mi ha colpito il passaggio in cui il giornalista scrive “un ulteriore brivido a coloro che ancora credono nel nostro prodotto” affermazione che un po’ mi consola visto che, da lontano, l’isola appare come un vero paradiso. Mi consola perché, magari dall’esterno anche la nostra riviera viene vista in maniera molto più ottimistica di noi indigeni, forse perché traditi dall’amore verso la nostra terra che ci porta a pretendere sempre di più. Magra consolazione? Sarà ma sempre consolazione è.

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