SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una partita giocata nel silenzio di un campo neutro, a porte chiuse, e che, termina con dieci punti di distacco dalla capolista: ci sarebbero tutti, gli ingredienti per pensare a Samb-Civitanova come una gara di non ritorno all’interno di un campionato che, già alla fine di ottobre, potrebbe dirsi finito (un anno fa, di questi tempi, si era ad appena tre punti dalla capolista Jesina).

Eppure il pareggio in rimonta contro la formazione di Cornacchini rappresenta per converso anche quel sogno che, alcuni giorni fa, fu menzionato dal vicepresidente Claudio Bartolomei: essere protagonisti di questo campionato.

Il pareggio conseguito domenica contro la Civitanovese, anche se rallenta inevitabilmente la difficile ascesa della Samb verso il vertice occupato da Teramo (+10) e Ancona (+9), lascia aperte le porte all’ottimismo. Se il tridente tanto desiderato da mister Palladini ora è pura utopia, l’idea di un binomio d’attacco Pazzi-Di Vicino dà ottime garanzie di rendimento (sempre che il primo si riprenda del tutto a livello fisico e il secondo sia convinto delle sue potenzialità, senza bizze o senza che trascorra troppo tempo in panchina…). L’arrivo di Carteri, inoltre, può garantire l’adeguato servizio di rifornimento a questa coppia.

Partita, quella di domenica, che evidenzia ambo i lati della medaglia rossoblu: dopo un primo tempo di quasi totale assenza e latitanza, caratterizzato dal costante pressing degli uomini di Cornacchini, la squadra di Palladini ha reagito dopo i 45 minuti di gioco, nonostante l’inferiorità numerica e il vantaggio dell’1-0 della Civitanovese. Un atteggiamento aggressivo, rimasto sopito un pò troppo a lungo, che qualora venisse assunto nei prossimi incontri, non spegnerebbe di certo la speranza di osservare la Samb con gli occhi al cielo.

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