RIMINI – Era sembrato ad assistere ad un incontro di “beach bloc”, stavolta in canotta rossa da bagnini di salvataggio (e senza caschi e mazze) piuttosto che nelle tute nere note alla cronaca romana: le basi degli operatori turistici balneari di tutta Italia ha pesantemente contestato, durante l’intera Fiera Sun di Rimini, i loro vertici sindacali, tanto che all’ingresso delle sale dedicate alle riunioni, stazionavano numerosi poliziotti e carabinieri.

Non era però questo il clima della Prima Assemblea Nazionale Balneari, organizzata dall’Itb e che si è tenuta alla sala Diotallevi nel pomeriggio di sabato 22 ottobre, appoggiata da una fitta serie di movimenti “autonomi” che negli ultimi mesi hanno sposato la battaglia un tempo solitaria del presidente Giuseppe Ricci in riferimento alla Direttiva Bolkestein, le cui parole in precedenza inascoltate ora sono diventate il “verbo” dell’intera categoria: “Nessun patto con chi ci vuole vendere: vogliamo l’uscita del settore del turismo balneare dalla Direttiva Servizi, o in alternativa la sdemanializzazione dell’area dove insiste il manufatto, o la concessione del diritto di superficie per 99 anni. Su altro non si tratta”.

Parole che ottengono l’applauso convinto della folla accorsa al convegno da ogni parte di Italia con una consistente rappresentanza sambenedettese e marchigiana: “Saremo pronti, nel caso in cui ci arriveranno le notifiche di evidenza pubblica, di aprire contenziosi legali ad ogni livello, ad azioni importanti ed eclatanti. Non ci arrenderemo: restiamo uniti per difendere il nostro lavoro”. E giù applausi.

Uniti, perché altre sigle si sono aggregate: il Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, il Movimento Balneare.it, Ciba Pescara, Itf Francavilla a Mare, Spiaggia Sicura in Toscana, Comitato Balneari Ligure. Un sunto dell’incontro è stato poi fornito da Emilano Favilla del Comitato Salvataggio, quando, nel finale, è stata letta la bozza del documento approvato all’unanimità per alzata di mano (presto sarà pubblicato integralmente su Itbitalia.it) che ha chiesto “impegni precisi da qui al 28 dicembre, quando il governo sarà chiamato a giustificare la proroga rispetto all’infrazione contestata dalla Commissione Europea”. Si preannuncia, inoltre, una manifestazione nazionale, probabilmente entro la metà di novembre.

Parole confermate dai rappresentanti dei movimenti ma anche da Luca Marini presidente di Afib, la rete di imprese fornitrici del settore turistico che già adesso sono in crisi a causa del crollo di ordinativi: “Non vogliamo la Bolkestein, non vogliamo che il nostro settore economico vada in aria: noi al 2015 non ci arriviamo”.

Apprezzato, tra gli altri, l’intervento del professore universitario Piero Bellandi, relatore sui nuovi orientamenti europei per le imprese turistico balneare, che ha ricostruito il percorso storico del riconoscimento dell’impresa balneare e ha supportato le tesi, già ribadite nel precedente incontro di San Benedetto di inizio ottobre, del passaggio dalla “concessione” all’autorizzazione, come d’altronde avvenuto in molti altri settori, per primo quello autostradale, ma non solo. Tesi rafforzata dall’avvocato Laila Di Carlo, che di questo aspetto ha intrapreso una battaglia giuridica che potrebbe portare ad ottimi risultati.

Presente all’incontro l’onorevole dell’Udc Amedeo Ciccanti, il quale ha consigliato, “piuttosto che di chiedere una deroga alle aste, che sarebbe fuori tempo massimo nel caso che il Parlamento approvasse l’articolo 11 dell’emendamento dell’onorevole Pini della Lega Nord, una pietra tombale sul settore turistico balneare”, di “cercare di raccogliere la mano tesa che l’Europa sta porgendo all’Italia su questo tema, in attesa che il nostro Governo si muova, come attesta la risoluzione del Parlamento Europeo del 27 settembre scorso”, definita da Ciccanti “un assist eccezionale per la difesa delle nostre piccole imprese balneari, come già richiamato dallo Small Business Act della Commissione Europea del 2009”.

Non molliamo, la nostra lotta inizia domani, vigiliamo sempre affinché non una virgola degli impegni promessi venga cambiata” ha concluso Giuseppe Ricci.

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