per vedere il video clicca sulla destra e attendi 20 secondi per il caricamento dello spot video. Riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Regione Marche dimentica il Piceno e San Benedetto in particolare? La risposta arriva coi numeri, che porta con sé in dote Sandro Donati, assessore regionale all’Ambiente e, nel passato mandato Spacca, delegato proprio al Piceno (li pubblichiamo nel dettaglio nei tre allegati in Pdf che puoi scaricare cliccando sulla destra).

Si va dagli ammortizzatori sociali (“su 515 domande di 384 imprese relative a 2009 lavoratori, ne abbiamo autorizzate 329 per 223 imprese e 1474 lavoratori beneficianti”), alla Sanità (il dato medio è leggermente penalizzante per il Piceno in realtà, anche se l’ospedale regionale di Torrette potrebbe drenare molte più risorse: comunque nel Piceno si spendono 1.694 euro pro capite contro 1.795 euro nelle Marche), agli investimenti per il Paese Alto (“850 mila euro e altri 400 mila in arrivo”), alla banda larga (“6 milioni nella provincia”), fino ad arrivare ai parchi naturali (“300 mila in tutto il Piceno di cui 170 mila soltanto per la Sentina”).

E ancora: 1 milione di euro per la realizzazione delle scogliere con i lavori terminati “entro il 10 luglio, con ripascimento in programma entro fine anno”, interventi nel settore energetico con “contributi per circa 3,5 milioni ad oltre 30 comuni e circa 800 mila euro alla zona territoriale sanitaria per l’impianto di trigenerazione dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno e 10 progetti finanziati sempre nel settore energetico con contributi di 650 mila euro che hanno attivato investimenti privati di 2,2 milioni.

Una lunga sequela insomma di dati che servono per controbattere alle accuse del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari (ma supportato poi dal presidente del Consiglio Provinciale Armando Falcioni ma anche dal vicepresidente di Monteprandone Romano Speca, pur in separate e diverse circostanze) nei confronti della “distrazione” o “dimenticanza” della Regione, a partire dall’ormai celebre inserto del Corriere della Sera “Italie, Marche” dove San Benedetto di fatto non compariva, quasi si trattasse di territorio estraneo (neppure nelle interviste dello stesso Spacca e dell’assessore Luigi Viventi).

“Non serve fare attacchi di questo genere tra comuni, province e regioni – spiega Donati – perché l’obiettivo di tutti è mantenere alto il livello complessivo della nostra Regione, come tale indubbiamente è. Questi piccoli campanilismi è bene eliminarli, ci indeboliscono invece che rafforzarci. Tutto si può dire ma almeno da quando sono nella giunta, sicuramente la Regione Marche non ha dimenticato il Piceno ma anzi a volte è intervenuta con forza, come ad esempio sulla protezione della costa”.

Un’altra piccola stoccata per Gaspari: “Insomma, si ringrazia Spacca per i buoni risultati conseguiti per il Turismo e una settimana dopo lo si attacca dicendo che non ci è vicino…”

Numeri, numeri: però servirebbe anche capire perché Spacca e Viventi nelle loro interviste si fermino a… Pedaso: “Succede, a volte, nella foga di un’intervista, di soffermarsi più su un territorio che su un altro, può accadere anche a me magari parlare più di San Benedetto e meno di Ascoli, e viceversa. Ripeto, innescare una polemica su questo non giova a nessuno”.

Sarà. Ricordiamo che abbiamo inviato all’ufficio stampa di Gian Mario Spacca undici domande sulla vicenda (e non solo). Perché non risponde e chiarisce tutto se veramente le cose stanno come dice Donati? Certe domande lo mettono in difficoltà?

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