ALBA ADRIATICA – Incentivare la raccolta differenziata per abbassare i costi sostenuti dagli enti e dalla comunità e creare una filiera riqualificata di rifiuti spendibili in forma di energie, sia economiche che sociali. E’ la proposta della Task Force Ambientale e della Federazione Provinciale degli Ambientalisti che chiedono un tavolo di confronto con Provincia, Regione e Unione dei Comuni per discutere dell’emergenza rifiuti in Val Vibrata.

Un’emergenza che il presidente degli ambientalisti Giuliano Marsili definisce “una resa dei conti”.

“Da anni gli ambientalisti gridano allo scandalo su come venivano gestiti i rifiuti in Val Vibrata e in provincia di Teramo. Discariche sequestrate o dismesse o abbandonate, centri di raccolta costosissimi e non in grado di gestire lo smaltimento, anzi dannosi per la salute dei cittadini con lo sversamento dei veleni”.

Marsili rigetta le accuse secondo cui gli ambientalisti si sarebbero opposti alla creazione di discariche sul territorio. “Riteniamo – prosegue – che la causa della mancanza di strutture e infrastrutture sia da imputare alla mancanza di progetti seri e alla cattiva gestione dell’intero comparto da parte dell’intera classe politica”.

La proposta degli ambientalisti è quella di incrementare la raccolta differenziata che permetterebbe un consistente risparmio agli enti e alla comunità, con la creazione di una filiera riqualificata di rifiuti spendibili in forma di energie, sia economiche che sociali. “Questo impedirebbe – prosegue Marsili – che sulla cosiddetta monnezza si avventino, come api sul miele, i faccendieri della politica e del malaffare”.

Il presidente della Federazione Ambientalista chiede quindi un tavolo di confronto con tutti gli enti preposti per trovare soluzioni alternative alle attuali modalità di gestione del ciclo dei rifiuti in Val Vibrata.

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