SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il messaggio che Benedetto ci tramanda è ‘Vita mea, vita tua”: contrariamente al “Mors tua, vita mea” che caratterizza tanti aspetti della società contemporanea, la figura del nostro Patrono ci aiuta a riscoprire una logica cristiana nella sua accezione laica, una logica che preferisce le relazioni umane all’individualismo, la solidarietà all’egoismo”. Con questi concetti il dottor Giuseppe Romani, medico e appassionato di storia locale, ha chiuso la sua rievocazione sulla figura di San Benedetto Martire, appuntamento centrale della celebrazione in onore del Patrono della città svoltasi nel pomeriggio del 13 ottobre nella sala consiliare.

La manifestazione aveva in realtà un respiro più ampio. Il tema della giornata era infatti “Il martire Benedetto – Jonathan il gabbiano: una scelta di libertà” e con esso il Circolo dei Sambenedettesi, promotore dell’iniziativa assieme all’Amministrazione comunale, ha inteso esaltare i collegamenti esistenti tra la figura del Martire e quella del gabbiano Jonathan Livingstone, figura resa celebra dal best seller di Richard Bach e a cui è dedicata la scultura di Mario Lupo che proprio il Circolo del Sambenedettesi volle realizzare 25 anni fa lungo il molo sud. Collegamenti che si ritrovano in concetti come libertà, coraggio delle scelte, desiderio di esplorare nuovi territori dell’anima, come ben spiegò mons. Giuseppe Chiaretti, Vescovo all’epoca dell’inaugurazione, in una poetica lettera indirizzata al Circolo e riletta in sala consiliare dal prof. Giancarlo Brandimarti.

In apertura di lavori, sono intervenuti per i saluti il presidente del Consiglio comunale Marco Calvaresi, il vicario del Vescovo e Parroco dell’abbazia di San Benedetto Martire monsignor Romualdo Scarponi (“ i veri valori, quelli che Benedetto ci tramanda – ha detto – non hanno scadenza e non può esserci futuro per una comunità che non tutela quelli del passato”), del sindaco Giovanni Gaspari, che ha annunciato la proposta di trasformare uno dei riconoscimenti che la città assegna ai suoi figli più illustri, il Truentum e il Gran Pavese rossoblù, in “Premio San Benedetto”.

La celebrazione ha conosciuto anche momenti poetici e musicali: oltre alla lettera di monsignor Chiaretti, in sala sono risuonate le parole della famosa “canzonetta” in lode di San Benedetto che il popolo recitava in passato, lette dagli alunni delle classi 5° A e B della scuola “Marchegiani” del Paese alto, e quelle di una canzone in onore della città intonata dall’autrice Valeria Lelli insieme a Nicoletta Campanelli con l’accompagnamento alla tastiera di Monia Scipi.

L’atto finale del pomeriggio, coordinato dalla presidente del Circolo dei Sambenedettesi Benedetta Trevisani, è stata la premiazione dei vincitori del concorso fotografico dedicato appunto al Gabbiano Jonathan e bandito dallo stesso Circolo. Vi hanno partecipato 20 autori con 73 foto che sono in esposizione in sala consiliare fino a sabato 15 ottobre. Il primo premio è andato a Massimo Di Marzio, il secondo a Quinto Oddi, il terzo a Umberto Capriotti. Menzioni speciali per Maria Baldini, Pierpaolo Giorgini e Danilo Tordini. Segnalazioni per le opere di Marina Brancaccio, Riccardo Mandolini e Giuseppe Speca.

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