SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mega Variante non si fa più. E se prima era solo un’ipotesi in cerca di ufficialità, ora se ne è avuta la conferma. Nella riunione di maggioranza di martedì sera, organizzata proprio per discutere del delicato argomento, tutti si sono mostrati favorevoli all’annullamento del progetto urbanistico che tanto aveva fatto discutere per l’intero periodo pre-elettorale. Addio quindi anche al Referendum consultivo allegato, che avrebbe dovuto tenersi il prossimo 6 novembre.

Il ritiro della deliberà dovrà comunque passare per il consiglio comunale, nel quale si confermeranno tuttavia gran parte degli obiettivi che erano contenuti al suo interno, come la riqualificazione dello stadio Ballarin, l’interramento dei cavi dell’alta tensione ferroviaria in via Bianchi e la realizzazione di una nuova piscina comunale. Riguardo alla zona Brancadoro si offrirebbe la possibilità di edificare la parte ovest (quella in direzione Statale 16) in cambio di un parco urbano tutto nuovo da destinare alla città.

“La volontà è di non fare il Referendum e di procedere con accordi di programma per portare a casa dei lavori importanti per l’amministrazione comunale, cercando di mettere insieme gli imprenditori coinvolti”, ha dichiarato l’esponente dipietrista Palma Del Zompo. Tutti d’accordo dunque, compresa Sinistra Ecologia e Libertà che del “no alla Mega Variante” avevano fatto un cavallo di battaglia: “C’erano pure loro – prosegue la Del Zompo – non hanno mostrato rifiuti sulla proposta. La linea che pensiamo di seguire è questa. Il privato al giorno d’oggi è fondamentale. Coi tagli che gli enti locali stanno subendo cercare questo tipo di finanziamento  diventa l’unica opportunità”.

All’incontro c’era inoltre l’ingegner Giuseppe Fiscaletti: “Bisogna ragionare bene sugli strumenti da utilizzare e su cosa il Comune ci dà in cambio. Il via libera per costruire appartamenti non conviene più, le case si vendono a fatica”.

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