SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito pubblichiamo un comunicato di risposta dell’onorevole dell’Udc Amedeo Ciccanti a Daniele Primavera di Rifondazione Comunista, in merito alla questione della tassa di soggiorno.

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domenica 9 ottobre ore 3:05 Ciccanti: “Gaspari fa bene a sfruttare la contraddizione del federalismo fiscale”

domenica 9 ottobre ore 2:56 Amedeo Ciccanti attacca me e il giornale su Facebook. Cose da pazzi

martedì 4 ottobre ore 15:03 Ciccanti si supera: “No alla tassa di soggiorno”. Lo disse in Parlamento

lunedì 3 ottobre ore 12 Evangelisti e Pezzuoli: “Ciccanti, bianco Cavaliere del Piceno”

domenica 2 ottobre, ore 0:59 Ciccanti “scudo” della Sorge: “Polemica da ingenui e irresponsabili”

Di lato, in Pdf, puoi scaricare il documento originale di Ciccanti. Ad ogni modo, stante la grande confusione che regna sotto i cieli di Roma e del Piceno, presto cercheremo di organizzare una diretta web con il deputato ascolano.

Primavera mi insulta, come solo certi comunisti che non hanno rispetto delle persone sanno fare – inizia Ciccanti – Mi piacerebbe sapere dall’ex consigliere Primavera, quali azioni di trasformismo hanno caratterizzato la mia vita politica. Dal 1971 sono stato iscritto allo scudo crociato e nonostante sia cambiato il mondo politico e avessi avuto mille occasioni per cambiare politica, ancora oggi sto nello stesso scudo crociato. Auguro a lui e a tanti politici di oggi di vantare la stessa coerenza”.

Riguardo le critiche dei consiglieri del Pd Pezzuoli ed Evangelisti all’assessore al Turismo Margherita Sorge, il deputato sostiene che “da un’attenta lettura delle dichiarazioni si evince che si reclamava la partecipazione dei consiglieri del Pd, ossia del Palazzo”. E in merito alle sue esternazioni su Facebook di critica al duo “pidino”, Ciccanti scrive: “Non ho fatto alcuna dichiarazione ufficiale, ovvero alcun comunicato stampa. Mi sono limitato a fare alcune considerazioni confidenziali sul mio profilo, dove c’è un richiamo a cui è difficile sottrarsi: “Cosa stai pensando?” e ho detto quello che pensavo sull’applicazione della tassa di soggiorno” (infatti ovviamente qualsiasi scritto di un uomo politico diventa materia per l’informazione, indipendentemente dalla forma in cui viene diffusa, ndr). “E non si tratta di un intervento scomposto ma sommariamente argomentato”.

In merito a Margherita Sorge, Ciccanti getta un sasso all’interno del Pd, attento però a farsi cogliere in fallo: “Non ho coperto l’assessore ma ho difeso la buona politica, stigmatizzando chi sa solo sabotare le buone azioni amministrative. C’è qualcuno che può pensare che l’assessore abbia bisogno di “cavalieri bianchi?” Una che prende da sola, senza cordate, aiuti e sostegni di alcun genere 630 voti ha bisogno di aiuti?”. Sarebbe interessante sapere in che modo gli altri consiglieri del Pd hanno avuto “cordate, aiuti e sostegni”.

Chi legge ed ascolta il mio intervento ed ha più di otto anni capisce bene che la mia critica non era alla tassa di soggiorno ma al federalismo fiscale, che tale tassa enumerava tra le altre in modo improprio, in quanto estranea ai cittadini residenti – seguivamo l’evidente ragionamento dell’onorevole – Nella mia tesi si sostiene esattamente il contrario! Tale tassa di soggiorno il sindaco Gaspari fa bene a imporla proprio perché la paga “il milanese…”, diversamente per realizzare il lungomare nord avrebbe dovuto istituire la “tassa di scopo” che avrebbero visto percossi i residenti, ossia i sambenedettesi. Eppure basterebbe la terza elementare per leggere e capire…” dottoreggia Ciccanti, che rispetto a Primavera scrive: “Anche se ha avuto qualche dubbio, la volontà della polemica e di inveire gli ha fatto perdere il lume della ragione”.

Riguardo le insinuazioni di Primavera sul tema delle seconde case di proprietà degli ascolani a San Benedetto, Ciccanti, parlamentare da 12 anni, ci preme a sottolineare: “Non è il caso mio: ho solo una casa, che è quella dove abito. Non sono diventato ricco con la politica…

Ad ogni modo, il pensiero di Ciccanti circa la tassa di soggiorno traspare poi più chiaramente in questo passaggio: “Mi segnali un passo del mio intervento dove osteggio la tassa di soggiorno in quanto tale. Ripeto: ho osteggiato la risoluzione della maggioranza a favore del decreto legislativo che istituisce il “federalismo municipale” in quanto prevede tasse che con il federalismo non hanno nulla a che vedere in ragione del principio “No taxation without representation”, ossia chi non paga le tasse non ha diritto al voto. Infatti, il milanese che paga la tassa di soggiorno non vota a San Benedetto. Allora che federalismo è questo? Che c’entra pertanto, la tassa di soggiorno in quanto tale in questo ragionamento? Come dire: dove vai? Porto l’acqua; che porti? Vado a Roma…”

E ancora: “Più chiaro di così non si può essere, Primavera non si rende conto di quello che dice”.

“L’Ici era l’unica tassa federalista, ma è stata tolta, ossia che la tassa sulla prima casa sarebbe stata l’unica tassa da federalismo municipale. Infatti, tra le tasse non federaliste elencate, ma considerate tali dal Ministro Calderoli, non cito la “tassa di scopo”, perché è una tassa federalista. Capisco che comprendere questo ragionamento da chi è accecato dalla polemica fine a se stessa, ovvero dal livore personale per preconcetti ideologici, significa chiedere troppo, ma la evidenza dei fatti e delle parole è tale che non lascia dubbi”, è certo il deputato.

Per Primavera, definito “somaro” a più riprese da Ciccanti (solitamente stiamo attenti a pubblicare offese sia per il buon gusto sia perché passibili di querela, ma crediamo che in questo caso sia una informazione utile alla comprensione del contesto, ndr), ci sono parole infuocate: “Spero che l’assessore Sorge, che stimo molto per il suo impegno e la sua coerenza, non segua i consigli di un ex consigliere come Primavera visti i risultati elettorali conseguiti.  come ci è arrivato il sottoscritto glielo auguro di cuore, anche perché so che saprà fare di più e meglio. L’ex consigliere Primavera, incompreso dai sambenedettesi, emarginato dall’elettorato della sinistra radicale, bandito dal Consiglio comunale. Questo cavaliere rosso, che agita ancora una arrugginita falce e martello, si merita tutta questa umiliazione?”

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