per vedere il video con l’intervista di Giulio Spadoni e Catello Cimmino, clicca a destra. Intervista Elisabetta Gnani, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Siamo alla ritirata? Due gare, due sconfitte, prima posizione schizzata ad 8 punti, campionato già quasi impossibile dopo appena 6 turni. Dieci giorni fa invece si magnificavano le sorti di una squadra rabbiosa e grintosa, reduce dalla importante vittoria di Ancona e quella non superba ma in rimonta col Riccione.

La verità, però, sta nel mezzo, anche se dispiace che dopo due mesi di consigli spassionati ora lo staff tecnico, con Catello Cimmino in primis e Giulio Spadoni, si appresti a dichiarare quanto ripetuto da tempo. Perché la verità sta nel mezzo e basta poco per vedere che la formazione rossoblu che ha preso tre gol dal Teramo è la stessa che prese tre gol dall’Ancona in Coppa Italia (fatti salvi i cambi di uomini: ma l’impostazione tattica era identica), e ben diversa da quella che ha giocato le uniche due partite vincenti di quest’anno.

Squadra che vince non si tocca e invece squadra che ha vinto si è toccata anche a causa dell’infortunio di Pazzi, certo, e dell’assenza di un centravanti in grado, non diciamo di alternarsi con lui, ma almeno di non farlo rimpiangere. Il punto debole della squadra è ovviamente il centrocampo, e ad Ancona come con il Teramo il solo Rulli era l’uomo esperto, con due under di supporto (Gramacci e Cuccù domenica scorsa): dopo la sfuriata iniziale della Samb, c’è poco da dire, il Teramo ha giocato al gatto col topo.

Zazzetta, ottimo come terzino o come esterno quando ha un compagno sulla fascia, è stato costretto a coprire da solo l’intero settore; lo stesso Bordi: nessuno dei due è Maicon. Così, se in mezzo il Teramo naturalmente dettava legge, i due uomini sulle fasce sono persi. Se ci si mette che Napolano non si è notato e quindi un Pazzi affamato di gol non ha mai potuto tirare seriamente in porta, ecco di nuovo la frittata, identica alla scoppola d’agosto.

Non è questione di schemi, spesso, ma di grinta. Ma col Teramo questa non è sicuramente mancata. Eliminato l‘improponibile tridente “over” di Isernia, Palladini poteva tornare alla soluzione del triplo over a centrocampo (Rulli/Zazzetta/Puglia o Biondi, quest’ultimo incomprensibilmente relegato in panchina), e invece di nuovo si è avuto sbilanciamento con un trio “over” in difesa.

Così adesso la società ha deciso di correre ai ripari, quando purtroppo rischia di essere tardi (ma non si sa mai). Avevamo scritto prima di Isernia che l’obiettivo doveva essere di restare aggrappati al gruppo di testa fino a dicembre e poi operare gli opportuni aggiustamenti, qui invece si è predicato il rispetto del bilancio per poi fare spese extra-budget (Di Vicino) e quelle che verranno. Tutto da apprezzare ma non occorreva tanto per capire che in mezzo, a centrocampo, serve un doppio centrocampista over di esperienza, più almeno uno in panchina (mentre si continua a mandare in tribuna un difensore o un attaccante). Almeno se ci si vuole provare, altrimenti tutto è legittimo.

Ecco allora che con la Samb si allena da oggi un italo-uruguaiano, Giovanni De Lazzari, attaccante, segnalato a Spadoni dall’ex ds rossoblu Vincenzo d’Ippolito; è in prova. Dice Spadoni: “La società ha deciso ieri sera di intervenire sul mercato per potenziare la squadra, soprattutto in virtù del fatto che domenica scorsa abbiamo avuto 4 mila tifosi nostri più 600 del Teramo, e questo entusiasmo richiede da parte della società qualche sacrificio in più”.

Lo stesso Catello Cimmino parla di “rivedere l’idea tattica iniziale”, che sarebbe probabilmente il 3-5-2 con trio difensivo tutto over pensato questa estate, al quale Palladini sembrava aver posto rimedio con l’innesto di Nicolosi: “Eravamo partiti con un tipo di atteggiamento tattico e degli uomini condivisi con l’allenatore, ora stiamo rivedendo quel progetto tecnico iniziale, quello societario rimane uguale“. Oltre “un centrocampista” si parla appunto di un  (l’uruguagio o chi per lui) ma non si esclude l’arrivo di “under necessari a cambiare l’assetto”, ovvero “qualche terzino”.

C’è tempo per riprendere questo campionato, che significa: c’è modo di giocarsi la vittoria fino alla fine, senza l’obbligo di arrivare primi? Forse sì. Potrebbe, però, essere troppo tardi.

PAZZI Solito problema per l’attaccante, che domenica prossima, nella trasferta di Castel Sant’Angelo, non sarà disponibile.

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