SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Adesso è ufficiale: Gianluca Pasqualini non sarà il prossimo presidente della Riserva Sentina. Una notizia da giorni nell’aria, ma che è stata confermata solo nella mattinata di martedì, quando in Comune è finalmente arrivata la lettera del “servizio di Attività Normativa” della Regione Marche: “Si può ritenere che ci si trovi in presenza di un caso di ineleggibilità che, ove sopravvenuta, si converte in incompatibilità tra la posizione di consigliere comunale e quella di presidente o componente del comitato di indirizzo”.

Un vera mazzata per l’esponente democrat, che per oltre un mese era stato dato in pole-position per la successione di Pietro D’Angelo. Sogni di gloria interrotti dal comunicato di Palazzo Raffaello, già ai ferri corti con l’amministrazione comunale per la questione “Corriere” ed ora nuovamente in mezzo ad una vicenda che sta animando, e non poco, il centrosinistra sambenedettese.

“Credo che quell’incarico spetti comunque al Pd”, ribadisce oggi la capogruppo Loredana Emili, intenzionata a ricordare come un partito capace di ottenere il 28% dei consensi alle ultime elezioni comunali meriti tale riconoscimento: “Non c’è nulla di male nel chiederlo, non parlerei di spartizione di poltrone”.

L’opinione della Regione si rifà in parte ad una norma del Testo Unico degli Enti Locali che, all’articolo 58, comma 1, spiega: “Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi e delle partecipate”. A questo punto, messo da parte Pasqualini, potrebbero tornare in discussione anche le posizioni di Alessandro Zocchi e Federico Olivieri, all’epoca delle votazioni rispettivamente alla guida del Consorzio Turistico Riviera delle Palme e della Picenambiente.

“Cado dalle nuvole – dice oggi Olivieri – non ne so nulla. Pensavo non si potesse entrare in consiglio comunale, non che non mi potessi candidare”. Un caos che non dovrebbe comunque prevedere strascichi considerato che, una volta insediato, il nuovo consiglio comunale sembra sia ritenuto ufficialmente regolare. Una polemica fuori tempo massimo?

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