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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito il “dettato integrale” dell’intervento di Amedeo Ciccanti alla Camera dei Deputati lo scorso 1° marzo, in merito alla sua contrarietà rispetto al federalismo fiscale e, ovviamente, all’introduzione di alcuni prelievi fiscali tra cui la tassa di soggiorno.
Ciccanti infatti lancia accuse a questo giornale reo di distorcere la realtà(?): “La mia critica è alla tassa di soggiorno oppure al federalismo fiscale?”. Leggendo di seguito ogni cittadino può trarre le proprie deduzioni.

MINUTO 4 del video “…purtroppo la propaganda prevale sulle cose da fare.

Valutiamo il merito di questo federalismo municipale. Il fondamento di questa riforma secondo il Ministro Calderoli sta nello slogan vedo, voto, pago. Vale a dire il cittadino prima valuta l’azione amministrativa coi suoi vizi e virtù, poi giudica con il voto i suoi amministratori e solo poi può pagare con scienza e coscienza le tasse. Tasse e benefici dovrebbero quindi essere strettamente correlati.
In questo decreto succede invece esattamente il contrario. Chi vota non paga le tasse e chi paga le tasse non vota. In questo decreto si paga la tassa municipale, la cosiddetta Imu, sulle seconde e terze case, le cui proprietà sono in gran parte di residenti in altri comuni. Si paga la tassa di soggiorno e la paga chi non risiede nel comune dove si paga. Questi cittadini percossi fiscalmente, non votano e non valutano. Invece i proprietari delle prime case che votano e valutano, non pagano le tasse.
Il principio no taxation without representation delle democrazie liberali è sovvertito…”

MINUTO 7:50 del video “…Questo decreto aumenta la pressione fiscale signor ministro. Lei dice di no: la tassa di scopo c’era, ma “non ha funzionato” ha detto lei, adesso funzionerà. Adesso che funzionerà è una tassa in più. La tassa di soggiorno è stata messa per “evitare che lo facessero le regioni in termini peggiori”, signor ministro. Quindi era una tassa che non c’era e adesso c’è, e funzionerà probabilmente nel modo che lei dice. Ma è una tassa in più. È una tassa che funziona, naturalmente.
Lo sblocco delle addizionali Irpef si dice che vale solo per i comuni virtuosi, ma è una tassa nuova e che non c’era. Per queste ragioni, e non per cacciare Berlusconi, noi dell’Unione di centro saremo contrari a questo decreto”.

Ha aggiunto poi Ciccanti alla sua nota: “Detto ciò, ha fatto bene Gaspari a sfruttare la contraddizione del principio sottostante al ‘federalismo fiscale’ che si basa sulle tasse ai residenti (no taxation without representation) per istituire una tassa che paga il milanese per realizzare il lungomare nord di San Benedetto”.

Mentre Ciccanti si spiega così il nostro “abbaglio”, anche se non è facile arrivare alla piena comprensione del testo (ma è un limite nostro, a questo punto): “Fatemi sapere se mi scaglio contro la tassa di soggiorno oppure si denuncia, come era nelle mie intenzioni, che la stessa tassa di soggiorno, così come le altre tasse, non c’entrino nulla col federalismo municipale. Esse aumentano la pressione fiscale complessiva a livello nazionale, ma non incidono affatto sulla responsabilizzazione degli amministratori per un governo senza sprechi (vedo, voto, pago)”.

A questo punto: ma Gaspari è bravo a sfruttare la contraddizione, ed è quindi un amministratore non “responsabilizzato”? Forse è colpa nostra: questo mondo è incomprensibile.

Visto che il deputato dell’Udc si permette di dileggiare Riviera Oggi e il direttore Perotti, “non abituato a questo tipo di confronto“, alziamo la posta e gli chiederemo conto in diretta web presso la nostra sede, oltre che delle giravolte sulla tassa di soggiorno, delle pesanti accuse a Gaspari o Gabrielli in campagna elettorale e di quanto avvenne il 2 ottobre 2009. Ma non solo, ovviamente.

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