Corriere della sera. Sono esterrefatto e “nauseato” per cui ci spreco pochissimo tempo. Oggi sullo storico quotidiano milanese Il Corriere della sera (centinaia di migliaia di copie in tutta Italia e anche all’estero) è stato inserito l’inserto (vedi foto) di ben 48 pagine, formato cm 33,5 x 64, Italie (con la “e” finale) Marche (l’economia-la cultura-i protagonisti è il sottotitolo).

In tutto l’inserto, a parte alcune pagine pubblicitarie, la parola San Benedetto del Tronto (ma anche Ascoli pochissimo) viene nominata una sola volta e, indovinate da chi? Dal nostro cugino ascolano e regista famoso Giuseppe Piccioni che ringraziamo. Dice in un’intervista “L’Adriatico mi sembrava il mare più bello del mondo. San Benedetto del Tronto la nostra sponda esotica“. Tutto qui e magari per caso. Da notare il “sembrava” con cui il regista si è espresso; sicuramente senza malizia perché la frase riguardava i suoi ricordi di quanto era ragazzo.

Un verbo ‘all’imperfetto’ che invece diventa oggi una specie di profezia, visto anche che ormai gli stessi cittadini rivieraschi, per esempio, si definiscono la “città degli ex”. Stessa sorte per il Piceno, per il quale esiste una foto di Piazza del popolo che il giornale, nella didascalia, definisce ‘sorprendente’. Un aggettivo che a me personalmente non piace ma che è giusto, vista la visibilità che siamo riusciti a dare ad un capolavoro della storia. Se si farà il brand Piceno credo che la parola “sorpresa” non avrebbe più senso accostata ad una delle piazze più belle del mondo.

Chi colpevolizzo? Nessuno, anche se credo che non sia bello che gli acquirenti del Corriere della sera che vengono in vacanza nel Piceno, sfogliando l’inserto alla ricerca di un posto delle Marche che conoscono, non trovano una riga sulla Riviera da sempre regina del turismo marchigiano. Penseranno che non è più così. Spacca deve protestare (non lo farà), il presidente della provincia Celani, i sindaci Gaspari e Castelli devono protestare perché si è data un’immagine distorta dell’economia (o è vero allora che la pesca, l’ortofrutticolo, il turismo sono solo un ricordo?), della cultura (vero in parte), dei protagonisti (il grottammarese Pericle Fazzini che è scomparso ma “è sua la Resurrezione nella sala Nervi in Vaticano” , Orlando Marconi il “re internazionale del freddo”, le olive ascolane) della loro regione. C’è Della Valle ma lui ormai è… fiorentino.

Per la rabbia mi sono dilungato troppo ma non posso fare a meno di aggiungere che, se nessuno protesta (a parte noi), si vede che è giusto così. L’unico dubbio (che comunque non giustifica nulla) è che siano state prima trovate le pagine pubblicitarie poi tutto il resto. Più giusto il contrario. Ma ho troppo rispetto per il giornale milanese nato nel 1876 per poterci credere.

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