per ascoltare l’intervista clicca sul video a destra e attendi 10 secondi per lo spot pre-video. Riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno (le visualizzazioni su YouTube non tengono conto dei video visti su RivieraOggi.it)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le spiagge italiane come una gigantesca frequenza radiotelevisiva e i grandi capitalisti italiani ed esteri come affittuari: questo è quanto trapela dai “rumors” vicini al superministro dell’Economia Giulio Tremonti, notizia già ripresa da alcuni giornali italiani (ad esempio Il Tirreno, in Toscana, come mostrato nella foto). Di questo ha parlato Oreste Giannessi, tra i gestori del sito www.movimentobalneari.it, presente all’incontro organizzato da Itb Italia a San Benedetto, in merito alla Direttiva Bolkestein e al rischio di messa all’asta delle concessioni demaniali nel 2015.

“Il Ministero del Tesoro sta pensando di creare uno o più fondi nazionali al quale passare tutto il pacchetto delle concessioni demaniali, e fare come è stato fatto con le frequenze delle tivvù locali che sono state comprate pochi giorni fa in un pacchetto da grandi multinazionali (Wind, Tim, H3G, Vodafonde, ndr) – afferma Giannessi – In questo modo i concessionari di spiaggia diventerebbero, nel 2015, quando ci saranno le aste, semplici ‘dipendenti’ dei grandi e potenti gruppi economici, già in contatto con il Ministero, che daranno poi in “affitto” ai balneari. Niente di nuovo, ma questo segnerebbe la fine del turismo balneare, perché non ci sarebbero più investimenti: già l’indotto sta chiudendo a causa del crollo del 50% degli ordinativi”.

Alcune soluzioni sono allo studio: “Speriamo che il governo voglia risolvere il problema in altro modo, come la deroga, che è stata fatta per tabaccai, farmacie, notai e avvocati, e andare in “autorizzazione” in modo che ci possano controllare, ad esempio, il Wwf, gli ambientalisti, anche i cittadini che ci vogliono controllare, perché noi faremo quel che è giusto fare per le città e per le spiagge. Noi non vogliamo essere i padroni della spiaggia ma tornare alla situazione delle concessioni di sei anni o anche alle autorizzazioni triennali. La situazione è critica”.

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