per ascoltare e vedere i due video di Ricci clicca sulla destra. Riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un emendamento alla legge in discussione al Senato, la promessa di fare manifestazioni “eclatanti” al prossimo Sun di Rimini, e la minaccia, se resteranno inascoltati, di adire vie legali generalizzate “perché abbiamo investito denaro e le nostre intere vite sulla base di una legislazione italiana e locale che non solo ce lo hanno consentito, ma ci hanno spinto a fare del settore balneare il settore del nostro sostentamento”.

Giuseppe Ricci, presidente di Itb Italia, commenta così la “due giorni” di incontri tecnici e “associativi” che ha visto a San Benedetto, all’hotel Solarium, una folta presenza di imprenditori balneari provenienti da numerose delegazioni, dell’Itb ma non solo, di tutta Italia.

Movimenti sorti quasi tutti negli ultimi mesi o anni, in opposizione alle sigle associative tradizionalmente note, accusate di troppa morbidezza per non dire di accondiscendenza rispetto ai gruppi politici nazionali che, di volta in volta “si rimpiattano le responsabilità lasciandoci coi nostri problemi”.

Il nemico numero uno si chiama “Direttiva Bolkestein“, che rischia di mandare all’asta le concessioni demaniali a partire dal 2015; il nemico numero due è la “comunicazione”: “Purtroppo leggo anche commenti di ragazzi, su RivieraOggi.it, che probabilmente non hanno capito qual è la situazione del nostro settore: c’è gente che ha impegnato la propria vita nel rispetto di una legislazione secolare cancellata con un colpo di matita, che rischia di vedersi buttato per la strada”. I numeri sono questi: circa 30 mila imprese balneari, circa 30 mila famiglie: “Vi è la convinzione che noi agiamo come padroni della spiaggia, mentre il nostro compito è quello sì di generare reddito, ma di fornire servizi a favore del turismo: siamo stati uno dei motori di questo settore in Italia. Le aste non risolvono un bel niente, anzi, si stanno già disegnando scenari di introduzione dei grandi capitali nella gestione del demanio nazionale. Saremo tutti spazzati via”.

Tra gli intervenuti, Oreste Giannessi, Fabrizio Maggiorelli, Giovanni Botta, Emiliano Favilla, Piero Bellanti, Alessandro Del Botto, Laila Di Carlo, Domenico Ricci, Mauro Cioffi, Riccardo Ciferni: imprenditori balneari e staff giuridico che ha elaborato un documento da proporre al governo per emendare il testo attualmente in discussione: “Se così non sarà, saremo finiti”.

Poi a Rimini: da tutta Italia si annunciano clamorose proteste, volantinaggio e manifestazioni alla Fiera Sun, la principale fiera del settore balneare in Italia: “I dati sono clamorosi: gli investimenti sono crollati del 40% e interi comparti stanno chiudendo: è nato un gruppo di nostri fornitori a sostegno della nostra battaglia, nessuno investirà più”.

Infine, se queste strade dovessero venire fermate, viene minacciato un ricorso di massa alle vie legali “perché non solo gli investimenti economici, ma intere esistenze, scelte di vita, oltre che magari mutui per ottenere delle case garantendo la proprietà della concessione sono stati fatti con una legislazione italiana che addirittura ci ha riconosciuto carattere di impresa: non si può disporre in questo modo delle nostre vite”.

Anche perché, spiegano gli avvocati di supporto all’Itb e alle altre associazioni, “non vi è alcun contrasto tra la precedente normativa italiana e le direttive comunitarie sulla libertà di impresa”.

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