SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il decreto legislativo n.23 del 2011 parla chiaro: “I comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonchè i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito – spiega dunque l’articolo 4, comma 1 – è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

Crolla fin dal principio quindi l’ipotesi di destinare gli introiti derivanti da tale tassa alla copertura dei buchi del Bilancio comunale. Ciò significherà nessun aiuto al sociale, settore a serio rischio tagli, come affermato dal consigliere comunale del Pd, Silvano Evangelisti. Ecco allora che resta in piedi unicamente la soluzione lungomare nord, con la riqualificazione che nei giorni scorsi ha già messo d’accordo gran parte della maggioranza, ma soprattutto le associazioni di categoria.

“Per ora non sappiamo nemmeno che cifra guadagneremo”, dichiara l’assessore al Turismo, Margherita Sorge. “Certo è che la quota si dovrà destinare a fini turistici, sennò sarebbe un altro tipo di tassa. Obiettivo lungomare? Vedremo. E’ da verificare. Se ne parlerà in consiglio comunale”. Proprio l’assessore, nella giornata di martedì si è recato ad Ancona per un workshop sul turismo al quale hanno partecipato, tra gli altri, molti amministratori regionale e la parigrado di Palazzo Raffaello, Serenella Moroder.

“Non si è discusso di tassa di soggiorno, dato che il tema non è di competenza regionale”, prosegue la Sorge. “Voglio a tal proposito ringraziare la Moroder per la grande attenzione che riversa nei confronti dei singoli segmenti del territorio. La Regione Marche crede nel turismo; è l’unico campo ancora in tenuta. Intendiamo intraprendere un percorso condiviso, che valorizzi le specificità di ogni zona”.

Intanto, sulla vicenda ‘tassa di soggiorno’ interviene pure l’Api che, per voce del segretario provinciale Gianfilippo Fortuna individua altri obiettivi in aggiunta al restyling del litorale rivierasco: “Realizzazione della Piazza San Pio X, la risoluzione del problema degli allagamenti, la bretella, l’effettivo utilizzo della proprietà Rambelli, con progetti che coinvolgano le società sportive e privati”.

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