SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le piroette fanno girar la testa. Ma Daniele Primavera, stavolta, “cucina” l’onorevole Amedeo Ciccanti, il Cavaliere Bianco delle recenti cronache sambenedettesi. Con un comunicato stampa dal titolo “Cavalieri bianchi, scudi crociati difettosi e strane amnesie: cara Margherita Sorge, ma da chi ti fai difendere?” l’esponente di Rifondazione Comunista va a spulciare gli archivi del Parlamento dove Ciccanti, pochi mesi fa, utilizzava parole del tutto diverse da quelle usate adesso nei confronti della tassa di soggiorno. Tutto documentato: da YouTube, dal sito stesso di Ciccanti. Oh my God, direbbero in Inghilterra.

Era soltanto lo scorso primo marzo quando, dagli scranni della Camera dei Deputati, Amedeo s’accaldava: “La tassa di soggiorno verrà pagata da chi non risiede nel Comune e quindi non vota lì, mentre chi risiede e vota lì non paga la tassa. Così facendo, viene meno il principio di correlazione tra tassa e beneficio e, soprattutto, quel noto principio che sta alla base delle democrazie liberali: ‘No taxation without representation” (clicca qui per leggerlo nel sito di Ciccanti).

“Stavolta pare proprio che persino il molto onorevole Ciccanti, equilibrato maestro di trasformismo politico, si sia spinto più in là di quello che il suo ruolo gli consente – scrive Primavera – Alle richieste di una partecipazione ampia dei cittadini nell’istituzione della nuova tassa di soggiorno, effettuata da consiglieri comunali sambenedettesi e orientata proprio a chi – come la Sorge – deteneva le deleghe della partecipazione fino a pochi mesi fa, l’ancora onorevole Ciccanti, pur senza essere chiamato in causa e apparentemente senza averne alcun titolo, ha opposto l’inefficace scudo (crociato) di uno scomposto intervento che, nel tentativo evidente di coprire l’assessore, ha finito con l’irritare tre quarti di consiglio comunale. Ed ecco quindi subito la marcia indietro, il goffo rettificare del sempre onorevole Ciccanti che lui no, non stava affatto difendendo la Sorge, ma la “buona politica”, il “capolavoro amministrativo” dell’istituzione della nuova tassa”.

Continua l’ex consigliere comunale: “Il passo falso non è piccolo, ma enorme: e tutto si poteva permettere di fare Ciccanti, meno di difendere la tassa di soggiorno. Perché era lo stesso sempre onorevole Ciccanti, soltanto pochi mesi fa, che attaccava duramente l’istituzione dell’Imu sulle seconde case e della tassa di soggiorno nel suo ruolo più importante, cioè come deputato. E lo faceva pure con una dotta  argomentazione ripresa dalla tradizione americana: siccome i vacanzieri non votano a San Benedetto, non dovrebbero pagare alcuna tassa. Certo, si potrebbe obiettare che “no taxation without representation” al limite vuol dire il contrario; è cioè la richiesta di rappresentanza del colonizzato, non il rifiuto delle tasse da parte del colono. Ma aspettarsi questa finezza da chi fa il parlamentare da soltanto una ventina d’anni forse è davvero troppo. La sua, evidentemente, è una posizione ottima per Ascoli, la città di cui Ciccanti rappresenta legittimamente gli interessi in Consiglio Comunale, ma che va nella direzione opposta degli interessi sambenedettesi”.

“Dopotutto è comprensibile: se vieni da una città dove tanti – politici compresi – hanno la seconda casa al mare, che negli ultimi 40 anni ha perso 10 mila abitanti, che gode di flussi turistici purtroppo ancora molto sottodimensionati rispetto alla sua straordinaria bellezza, ma che comunque gestisce un bilancio di 150 milioni di euro, è probabile che la si pensi così. Ma se abiti una città che ogni estate raddoppia la pressione sulle proprie infrastrutture e sui propri servizi, e che però ha un bilancio nettamente inferiore,  probabilmente la penserai diversamente” afferma Primavera.

Ma c’è anche il Ciccanti-bis: “Ecco quindi che di fronte al dover garantire per sé e per i suoi subalterni posti di potere, il perennemente onorevole appoggia la tassa di soggiorno dopo averla duramente osteggiata, raccontando ai sambenedettesi di “capolavori amministrativi” sperando che questi dimentichino il suo reale operato; come pretese di fare quando, dopo aver firmato una proposta di legge per il ritorno al nucleare, tentò di cavalcare la protesta presentando ipocrite interrogazioni sul tema, fingendo quindi di difendere il nostro territorio. No, onorevole, noi ricordiamo tutto. E quando non possiamo ricordare, c’è internet che ci ricorda come motivò il suo voto contrario: “In questo decreto [federalismo, nda]si paga l’IMU sulle seconde e terze case, le cui proprietà sono in gran parte residenti negli altri comuni; si paga la tassa di soggiorno, e la paga chi non risiede nel comune dove si paga. Questi cittadini percossi fiscalmente non votano e non valutano: invece i proprietari delle prime case che votano e val.utano non pagano le tasse. Il principio del “No Taxation Without Representation” delle democrazie liberali è sovvertito”

” posso quindi che chiedere all’amica Margherita Sorge: ma da chi ti fai difendere? Non è meglio discutere coi tuoi colleghi di partito, piuttosto che con questi “maestri” dell’incoerenza?” chiude Primavera.

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