SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il nuovo presidente del Consorzio Turistico? Deve essere di area Pd”. Il diktat arriva direttamente da Margherita Sorge, che non si lancia in pronostici sul dopo Zocchi, senza tuttavia rinunciare ad indicare il percorso: “La decisione spetta al sindaco, non amo la giostra dei nomi. Credo però che vada premiato un partito del 30%  che ha solo due assessori in giunta”.

Bocciata dunque a priori l’idea del segretario comunale dei Socialisti, Umberto Pasquali, intento a sponsorizzare il nome di Sandro Assenti, già presidente Piceno della Confesercenti Turismo: “Lo dico a titolo personale – precisa – non è un politico, bensì un tecnico e andrebbe incontro alle indicazioni di Paolo D’Erasmo, che io condivido in pieno. E’ comunque logico che il Partito Democratico cerchi un riequilibrio, sponsorizzando un suo tesserato”. Etichetta questa non associabile ad Assenti, che si appresta dunque a restare un’ipotesi irrealizzabile: “Non penso abbia tempo, né voglia”, aggiunge la Sorge.

La tessera del Pd, al contrario, ce l’ha eccome Nicolino Cameli, uno dei primi non eletti alle ultime elezioni comunali e non legato ai vincoli imposti dall’ultima Manovra Finanziaria (che impedisce a chi ha ricoperto ruoli amministrativi negli ultimi tre anni di sedere al comando di un’azienda pubblica, ndr): “Se il partito volesse, sarei a disposizione. Di sicuro, se mi dovessero cercare, non mi troverei impreparato. Lavoro nel campo dell’accoglienza turistica da anni”.

Di nomi invece non ne vuole assolutamente fare la capogruppo dei democrat in consiglio comunale, Loredana Emili: “Dovranno essere ascoltati pure gli altri primi cittadini che compongono la società. E’ giusto partire dai criteri, non dalle persone”.

CASO SENTINA Nessuna novità infine sul fronte della Riserva Sentina. Gianluca Pasqualini, sempre in quota Pd, resta il super-favorito, legge permettendo (a tal proposito si aspetta la risposta definitiva dalla Regione), per la successione di Pietro D’Angelo. A voler far le pulci, verrebbe da domandare a Gaspari e soci i motivi della volontà di defenestrare l’attuale Presidente. Incapacità? Risultati negativi? Obiettivi non raggiunti? Attendiamo delucidazioni. Sempre che la meritocrazia tanto predicata conti ancora qualcosa.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 648 volte, 1 oggi)