GROTTAMMARE – Amicizie che parlano di solidarietà . “Parlare del popolo Saharawi con un amico o un conoscente significa non far cadere nell’oblio la nostra gente”: Salem Lebsir governatore della tendopoli della provincia di Dakhla, ha voluto dare un messaggio molto chiaro alla platea riunitasi presso il Comune di Grottammare nella mattinata del 28 settembre.

“Un’amicizia di lungo periodo – ha affermato il sindaco Luigi Merli– il nostro progetto di cure e assistenza sanitaria rivolto ai bambini del saharawi va interpretato oltre la prospettiva di rendere migliore la vita di questi piccoli e cioè denunciare anno dopo anno la drammatica situazione di un popolo che vive da quasi quaranta anni in esilio nel deserto del Sahara. E’ un impegno totale, il nostro, come amministratori e come società civile, che ha l’obiettivo di impedire che il silenzio scenda sul popolo Saharawi”.

Il governatore Salem Lebsir ha proseguito a cuore aperto le dichiarazioni raccontando: “La nostra è una storia poco nota perché il nostro è un piccolo popolo (1 milione di persone, ndr) che vive diviso da un muro minato di 2700 chilometri. Negli anni, abbiamo ottenuto amicizia e solidarietà da centinaia di singoli enti, ma i governi non ci riconoscono come “popolo” perché gli interessi sovranazionali sono altri. Abbiamo deposto le armi nel 1991, con la promessa delle Nazioni Unite di celebrare il referendum per l’autodeterminazione, ma questo non è ancora avvenuto. Andare in guerra non è il nostro obiettivo perché l’abbiamo fatta una guerra e sappiamo cosa significa, perciò stiamo lavorando affinché le nostre genti comprendano il valore della pace e della democrazia. Purtroppo, la situazione è grave e ogni giorno nei territori occupati le nostre comunità sono in balìa delle milizie marocchine. Nonostante ciò, crediamo di percorrere la strada giusta e speriamo in un finale felice. Vi ringraziamo, quindi, perché il vostro sostegno ci aiuta a non perdere la speranza”.

L’obiettivo del Comune di Grottammare è sostenere la causa Saharawi e appoggiare le ragioni di un popolo che attende da quasi quaranta anni di rientrare nelle proprie terre, oggi occupate dal Marocco dopo l’abbandono delle colonie nordafricane da parte della Spagna, e di vedersi riconosciuto il diritto all’autodeterminazione, un diritto che non può essere rivendicato da un popolo senza terra. All’incontro presente in rappresentanza del Comune di Montefiore dell’Aso il consigliere Alice De Carolis.

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