SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non si sa se parli a titolo personale o in rappresentanza di tutti i “Verdi”, ma il pensiero del consigliere comunale Andrea Marinucci in merito alla famigerata questione dei doppi incarichi è a dir poco chiarissimo: “Non posso negare l’esistenza di malumori col Partito Democratico, non chiudiamo gli occhi. Gianluca Pasqualini alla Sentina? Non voglio nemmeno pensarci, la considero un’ipotesi molto remota. E’ talmente assurda che nemmeno ci penso”.

Un muro contro muro interno alla maggioranza che sta ormai spargendo veleni trasversali. Polemiche feroci, alimentate come se non bastasse da chi, come l’Udc, della squadra non fa ufficialmente parte ma che pare comportarsi come se ne fosse il capitano. In questi tre mesi Gaspari e soci non hanno mai chiarito il concetto di “laboratorio Marche” applicato a San Benedetto. La domanda è dunque d’obbligo: centristi dentro o centristi fuori? “Chi lo sa – continua Marinucci – Ciccanti parla senza aver mai chiarito la sua posizione. E’ ambiguo lui ed è ambiguo il suo partito”.

Nessuno per ora sa quale atteggiamento il ribelle Marinucci adotterà nelle prossime assisi pubbliche, soprattutto se i pronostici della nomina di Pasqualini alla Riserva sambenedettese venissero confermati. In quel caso non sarebbe da escludere nemmeno una furente reazione di tutto il “Sole che ride”, che potrebbe correre in soccorso del suo esponente. Quest’ultimo intanto si sfoga su Facebook, sempre in merito all’affaire Ciccanti: “Quando dai fastidio ad un grosso partito scomodano pure i parlamentari”, si è sfogato sulla sua bacheca punzecchiando un Pd a cui lo stesso consigliere si è rivolto con un’inequivocabile scena estrapolata da “Il mostro” di Roberto Benigni.

Indizi che consegnano le prove di una crisi innegabile, che tuttavia non trovano d’accordo l’assessore socialista, Leo Sestri: “Non scherziamo. Gli elettori ci hanno dato solo lo scorso maggio la fiducia per governare questa città e lo faremo. Il resto non ha assolutamente senso”. Fermo restando un principio: “Siamo contrari ai doppi incarichi. A nostro avviso chi è eletto in Consiglio è giusto che non rivesta altri ruoli. Ma a decidere deve essere il sindaco, i partiti si sono espressi, la parola finale spetta a lui. Non esiste un patto firmato all’interno della coalizione su questo tema”.

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