GROTTAMMARE – “No alla tassa sui letti”, anzi, “No bed tax”: è il grido/monito lanciato dall’Associazione Operatori Turistici di Grottammare e dal suo presidente Umberto Scartozzi contro la proposta di imporre la “tassa di soggiorno” di un euro circa per ogni pernottamento dei turisti nelle strutture ricettive: “Non basta la crisi: adesso viene riesumata la tassa per dare una ulteriore mazzata ai nostri sacrifici e sforzi di essere competitivi in un mercato agguerrito e concorrenziale” scrive Scartozzi.

“Ci sono mille ragioni per dire no a tale tassa, e la cosa meriterebbe una conferenza ad hoc per spiegarle tutte – continua l’imprenditore turistico – Si dice: servono per mantenere in vita i servizi che il Comune offre ai tursiti. Bene allora faccio agli amministratori una domanda: ammettiamo che per assurdo la prossima estate tutte le strutture ricettive di Grottammare non aprano i battenti, il Comune li attiverebbe comunque i servizi di cui parla? Se la risposta fosse sì, come penso, allora ciò dimostrerebbe che i servizi di cui si parla non sono a vantaggio (solo) dei turisti ma anche e soprattutto dei cittadini e quindi non sarebbe giusto applicare una tassa di soggiorno, che servirà invece, quello sì, a riempire e forse in parte a sanare i bilanci dei comuni dove sarà applicata e non porterà al territorio alcun beneficio”.

Secondo Scartozzi “sarebbe più giusto allora applicare una tassa di scopo, spalmata in modo minimo tra tutti i cittadini, un modo per giustificarla lo troverebbero i nostri ‘scaltri’ amministratori. Ma ciò chiaramente sarebbe impopolare per un’amministrazione che alimenta il proprio potere dal consenso popolare: ci vorrebbero coraggio ed onestà intellettuale”.

“Ancora meglio sarebbe allora, per non pesare sulle tasche dei cittadini, tagliare le spese inutili che il comune sostiene e rivedere anche l’opportunità di mantenere in vita manifestazioni ed iniziative costose e che danno uno scarsissimo contributo alla qualità dell’accoglienza turistica e delle quali potremmo fare a meno in quanto non necessarie ad oggi – è la tesi dell’A.o.t. – Perché noi operatori non veniamo chiamati in causa dal Comune anche per valutare soluzioni alternative, che prevedano ad esempio anche una riduzione delle spese comunali; perché non darci la possibilità di dire la nostra, ad esempio, sul perché di un calendario estivo che a noi operatori serve poco o niente per dare qualità e valore aggiunto alla nostra offerta turistica?”

“Ci sarebbe tanto da dire, facile invece e conveniente per i nostri politici imporre dall’alto una tassa già decisa a tavolino e poi farla “digerire” con riunioni dal falso spirito partecipativo. Ma vi rendete conto l’assurdità: si va a tassare il turista che porta ricchezza al territorio; perché? Così andremo inevitabilmente a ridurre il flusso turistico e se il sole e la congiuntura internazionale non ci aiuteranno in futuro come successo quest’anno, saranno dolori per tutti” scrive.

La decisione di istituire la tassa di soggiorno ha visto il consenso di massima di tutti i comuni piceni e teramani, con l’obiettivo di estenderla a tutta la Regione. Scartozzi però è di diverso avviso: “Siamo proprio sicuri che, se Rimini e Riccione non applicheranno la tassa nel 2012 (come pare che sarà), i comuni costieri del Pesarese invece la metteranno? Per non andare troppo lontano, mi risulta da fonti attendibili che ad Alba Adriatica tanto per fare un esempio non sia affatto certo che la tassa venga applicata per il 2012 sia perché hanno un avanzo di bilancio cospicuo e sia perché non vedono alcun motivo di applicarla: un esempio (forse) di comune virtuoso”.

Quindi, da parte di Scartozzi, c’è “l’invito a tutti gli operatori e a tutti i rappresentanti dell’associazionismo del ricettivo locale e non: proviamoci, creiamo un  per tentare in tutti i modi di sconfessare tale mannaia: la competività di un territorio a vocazione turistica si gioca anche su questi particolari e in periodo di crisi economica come quella attuale certamente il turista sceglierà quelle località dove la tassa non viene applicata”.

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