MARTINSICURO – Il depuratore di San Benedetto non è in grado sostenere anche il carico dei reflui provenienti da Martinsicuro. Cambia completamente lo scenario finora ipotizzato per la delocalizzazione dell’impianto truentino, a seguito delle nuove prospettive emerse dall’incontro tenutosi giovedì. Dal tavolo di confronto, a cui hanno partecipato i due Comuni di Martinsicuro e San Benedetto, gli Ato di Teramo ed Ascoli, i due gestori degli impianti (Ruzzo e Ciip), la Provincia di Teramo e i capigruppo di opposizione di Martinsicuro (Pd e Città Attiva), è emerso che l’impianto sambenedettese, per sobbarcarsi anche gli scarichi di Martinsicuro, dovrebbe essere sottoposto a lavori di ampliamento che, oltre a risultare piuttosto costosi, dovrebbero essere realizzati coinvolgendo anche la Riserva della Sentina, in quanto ricadenti su un’area protetta.

Bisogna dunque definitivamente abbandonare il proposito di delocalizzare il depuratore di Martinsicuro? “Assolutamente no – afferma il consigliere delegato all’Ambiente Massimo Vagnoni -. Semplicemente ora cambiamo strada”.

Nell’incontro è infatti emerso che da parte degli Ato c’è la volontà di ridurre progressivamente gli impianti di depurazione presenti sul territorio. Per la provincia di Teramo ci sarebbe il progetto di passare dai 12 attualmente in funzione a 3, la cui collocazione ancora non è stata decisa.

“Nell’incontro  – aggiunge Vagnoni – c’è stata massima disponibilità da parte degli enti ad ascoltare le esigenze del Comune di Martinsicuro, che comunque riafferma la volontà di delocalizzare il depuratore. Fin da ora ci impegneremo affinchè il nostro impianto sia inserito tra quelli da delocalizzare, e chiederemo all’Ato di calendarizzare quanto prima il progetto per avere una tempistica di riferimento”.

Cambiate dunque le condizioni per smantellare l’obsoleto impianto truentino, il progetto prende una strada separata dalla realizzazione dell’attraversamento ciclopedonale sul Tronto, di cui pure si è discusso nell’incontro di giovedì. “Si procederà attraverso due fasi” prosegue Vagnoni. “Dapprima verrà elaborato un progetto per la realizzazione di un percorso sul lungofiume che andrà a raccordarsi con la pista ciclabile sul nuovo ponte. E’ l’intervento per ora più fattibile, sia in termini di investimento economico che di tempi di realizzazione”. Gli enti si riuniranno infatti nelle prossime settimane proprio per discutere del tracciato, e analizzare i progetti che verranno presentati.

“Parallelamente poi – prosegue il consigliere delegato – si cominceranno ad effettuare studi di fattibilità per la costruzione del ponte ciclopedonale sul Tronto, che tutti gli enti hanno dichiarato di volere fortemente”. Per quanto riguarda i fondi, si parla di cifre intorno ai due milioni di euro. “I costi saranno ripartiti tra tutti i soggetti coinvolti, e anche l’amministrazione comunale di Martinsicuro farà la propria parte. Ci impegneremo a trovare le risorse necessarie per finanziare l’opera”.

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