ANCONA – Non c’è pace per la Texon. Il consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Raffaele Bucciarelli, ha presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale in merito alle “procedure di autorizzazione della centrale a biomasse della ditta Texon Italia Spa di Ripatransone ed alle recenti vicende connesse alla sua messa in funzione”.

“Informato che alcuni terreni posti nelle immediate adiacenze dell’area interessata dal progetto risulterebbero di proprietà di del dirigente responsabile del procedimento” insinua Bucciarelli, che chiede: “Se il Presidente Spacca ritenga formalmente e sostanzialmente corretto il comportamento adottato dal Dirigente responsabile del procedimento, laddove questi, pur tenuto per dovere d’ufficio ad essere informato dei contenuti e dei tempi di applicazione della Legge Regionale 31 del 2009, autorizzava in tempi brevissimi e addirittura il giorno prima dell’entrata in vigore della legge l’impianto in oggetto sottraendolo così alla procedura di Via introdotta dall’articolo 57 della legge medesima; in che data sia stato acquisito al protocollo ufficiale il Decreto 239 EFR_11 del 24 dicembre 2009 con cui si autorizzava l’impianto della Texon; se sia stato dato seguito agli impegni verbalmente assunti con il comitato e con il sindaco di Montefiore dell’Aso nel luglio 2010 e quali risultanze la verifica dell’Ufficio Legale della Regione abbia prodotto; se i terreni di cui sopra appartengano realmente a stretti parenti del responsabile del procedimento e, nel caso, quali conseguenze ne intenda trarre; anche alla luce dei fatti recentemente accaduti e riportati dagli organi di stampa, in merito alle colonne di fumo che si sono alzate all’accensione dell’impianto, quali iniziative si intendano realizzare, di concerto anche con l’Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno e con le amministrazioni locali della zona, al fine di verificare gli effetti dell’entrata in esercizio dell’impianto anche in considerazione del fatto che questo insiste su una zona che vede presenti altre attività inquinanti (la stessaTexon ed un impianto per la produzione di calcestruzzo e bitume) per cui la sommatoria e la commistione di inquinanti destano viva preoccupazione nei residenti ed esiste il rischio concreto di danneggiare gravemente le attività economiche del territorio più legate all’agricoltura ed al turismo”.

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