SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mi spiace che il Ministro della Giustizia venga interpellato per una fesseria del genere”: non usa mezze parole Paolo Canducci per commentare la presentazione, da parte dell’onorevole del Pdl Carlo Ciccioli, di un’interrogazione in merito alla presunta incompatibilità dell’assessore all’Urbanistica per quel ruolo, in quanto marito di una giudice che esercita le sue funzioni presso il Tribunale di San Benedetto: “Ritiene di promuovere una revisione della normativa vigente? Lo faccia. Ma per ora non cambia niente, dato che non c’è. Ciccioli – prosegue – non conosce questo territorio, non conosce me, non conosce mia moglie. Evidentemente è stato tirato in ballo da qualche esponente locale”.

C’è poi la questione della querela, che il vice-coordinatore regionale azzurro respingerà grazie all’insindacabilità parlamentare: “Bisogna vedere se se ne potrà davvero avvalere”, avverte Canducci. “E’ la magistratura che lo decreta, aspettiamo il responso”.

Intanto, sulla vicenda interviene anche il sindaco: “Noto come la montagna abbia partorito il topolino – dichiara in un comunicato – rendendosi conto della cantonata presa, e cioè che non esiste alcuna norma che preveda tale incompatibilità, e non potendosi rimangiare l’annuncio fatto, Ciccioli non trova di meglio che chiedere al Ministro di adoperarsi per cambiare la legge. Dunque Ciccioli vorrebbe far decadere Canducci, la legge non lo permette, vuole che si cambi la legge e, nel frattempo, si trincera dietro l’immunità parlamentare per non comparire dinanzi al suo giudice naturale. Ci ricorda qualcuno?”.

Gaspari infine non rinuncia all’ironia: “Attendiamo dunque che il Governo, su sollecitazione dell’onorevole Ciccioli, chieda al Parlamento di approvare in tutta fretta una legge che stabilisca che Canducci non possa fare l’assessore a San Benedetto, questione che, in tutta evidenza, è la prima preoccupazione di tutti gli italiani. Se poi, malauguratamente, la maggioranza di cui Ciccioli fa parte dovesse essere travolta dal discredito internazionale, dall’inefficacia della sua azione e dai comportamenti pubblici e privati di tanti suoi autorevoli componenti, l’onorevole Ciccioli avrebbe di sicuro il tempo necessario per affrontare il giudizio del Tribunale della Repubblica e finalmente dimostrare di avere il coraggio delle proprie azioni”.

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