ROMA – “Detto, fatto. Il vice coordinatore vicario del PdL marchigiano, onorevole Carlo Ciccioli, ha depositato questa mattina alla Camera dei Deputati un’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma“: inizia così la nota stampa inviata da Carlo Ciccioli, in merito alla polemica, tornata in auge nei giorni scorsi, tra lo stesso esponente del centrodestra e il sindaco di San Benedetto, Giovanni Gaspari (Pd).

Gaspari, nei giorni scorsi, aveva querelato Ciccioli “per pesanti offese e illazioni alla mia persona” in merito alla nomina come assessore di Paolo Canducci. Ciccioli, per tutta risposta, aveva promesso che presto si sarebbe “riattivato” e avrebbe depositato una interrogazione al Guardasigilli, oltre a ribadire di avvalersi dell’insindacabilità per le opinioni espresse da parlamentare.

Questo il testo integrale dell’interrogazione:
– Nelle ultime consultazione elettorali del comune di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) del mese di maggio, il riconfermato sindaco Giovanni Gaspari (coalizione di centro sinistra), contro le critiche e le polemiche sollevate anche dai suoi stessi compagni di coalizione, ha deciso di assegnare l’assessorato all’Urbanistica e alle Politiche Ambientali all’avvocato Paolo Canducci, che era stato inequivocabilmente bocciato dagli stessi sambenedettesi, non ottenendo i voti necessari nemmeno per entrare in consiglio comunale;

– nella precedente legislatura, con il medesimo sindaco Gaspari, l’avvocato Canducci aveva ottenuto l’incarico di assessore all’ambiente – sempre da «esterno» in quanto nemmeno in quell’occasione (2006) fu eletto nel consiglio comunale di San Benedetto del Tronto;

– l’avvocato Paolo Canducci è sposato con il magistrato Giuliana Filippello, giudice monocratico penale di San Benedetto del Tronto, nonché componente dei collegi penali di Ascoli Piceno, competente per i giudizi, anche urbanistici, in quel territorio;

– sarebbe opportuno, ad avviso dell’interrogante, promuovere una revisione della normativa vigente al fine di introdurre in casi come quello esposto, una specifica ipotesi di incompatibilità per il magistrato che esercita le funzioni giudiziarie nella stessa sede in cui il coniuge svolge l’incarico di amministratore locale;

– se non ritenga opportuno assumere iniziative normative volte a sancire l’incompatibilità dei magistrati ad operare nelle stessa zona in cui il coniuge ricopre incarichi istituzionali, di amministratore locale come nel caso esposto in premessa, in cui un assessore comunale con deleghe importanti quali l’Urbanistica e le Politiche Ambientali, in un comune oggetto di numerosi episodi di contenzioso, è coniugato con un giudice monocratico penale che opera nello stesso distretto e che quindi è giudice dei contenziosi stessi”.

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