SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con un’opposizione che latita e non punge, la maggioranza rischia di spaccarsi autonomamente in merito alla tormentata vicenda dei doppi incarich. Dopo la sfuriata dei Verdi, ad insorgere è stavolta Palma Del Zompo, consigliere comunale in forza all’Italia dei Valori: “Il Codice Etico di Idv e Pd indicano chiaramente che anche laddove non esistano incompatibilità da un punto di vista puramente legale, il cumulo di incarichi è inopportuno: perché chi fa politica deve avere come obiettivo la gestione della res pubblica e quindi non dividersi tra mille attività e perché non passi la convinzione, già radicata nei cittadini, che si faccia un uso privatistico, consortile del proprio ruolo al fine di ottenerne vantaggi .Vantaggi che non necessariamente devono essere solo economici, ma di gestione di incarichi, di ruoli che magari possano configurare ipotesi di conflitti di interesse”.

La rabbia della Del Zompo fa tuttavia riferimento anche ad un diktat di qualche mese fa che la riguardò direttamente: “Qualche tempo fa – spiega -per questa nomina era stato fatto il mio nome. Il mio partito, l’Italia dei Valori, premeva perché accettassi l’incarico. E’ sicuramente un incarico di prestigio, politicamente importante ma avrebbe comportato, secondo i dettami del codice etico di cui sopra, le mie dimissioni dal ruolo di consigliere. Decisi di proseguire il mio mandato di consigliere, ritenevo allora e ritengo ora di essere più utile alla mia città in questo modo. Ora, scopro con sorpresa – ma non troppa – che questo vincolo così stringente nei miei confronti, non si applica ad altri sia dentro che fuori del mio partito”. Poi punge la Emili: “Alcuni esponenti politici hanno asserito che non esistono incompatibilità secondo la legge. Ora non credo che esistano certezze in questo senso, tanto è vero che venne richiesto un parere alla Regione a proposito del Consorzio Turistico, ed anche alcuni legali che interpellai  a suo tempo, di mia iniziativa  avvalorarono queste perplessità. Ma ripeto non è solo questo. In un momento economico così  difficile per vasti strati di popolazione, in cui si fatica anche per trovare un impiego di poche ore e mal retribuito, dare anche solo la sensazione che la politica sia un ufficio di collocamento, che sistema i suoi adepti, non fa che allontanare ancora di più i cittadini da quella che è ormai considerata una casta a tutti gli effetti”. A decidere sarà comunque solo Gaspari: “Sono nomine di competenza sindacale, di cui il sindaco si assume tutte le responsabilità, mi auguro che a guidarlo non sia solo un criterio di spartizione partitica ma anche quella delle competenze  e dei meriti”.

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