TERAMO – Case vecchie e disabitate da venti anni fatte passare per lesionate dal sisma del 6 aprile 2009. L’inchiesta sulla cosiddetta “truffa del terremoto” entra nel vivo con le verifiche tecniche disposte dal sostituto procuratore della Repubblica di Teramo Stefano Giovagnoni. I periti hanno iniziato ad effettuare i sopralluoghi presso tre unità immobiliari situate nel centro storico di Controguerra, cui seguiranno altre ispezioni. Le sospette ristrutturazioni, le cui pratiche sono state redatte per permettere ai proprietari di usufruire strumentalmente dei benefici previsti dalla normativa per i danni del sisma, sarebbero diverse. La Procura partirà con nuovi accertamenti presso altri Comuni nei quali sono state depositate pratiche edilizie finalizzate al rimborso per i danni del terremoto dell’Aquila. L’indagine della Procura è scattata ad aprile.
Sono per ora circa 60 le case sottoposte a controlli, quasi tutti edifici che si trovano in centri della Val Vibrata. La stessa inchiesta che sta portando periti e Carabinieri ad acquisire gli atti anche in Comune a Controguerra ha già interessato Corropoli. Qui i casi accertati sono 7 e sette quelli ancora da esaminare.

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