SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La partita non è ancora giunta al novantesimo e Carlo Ciccioli ringrazia ironicamente Giovanni Gaspari per averla riaperta. E’ polemica senza fine tra l’onorevole del Pdl ed il primo cittadino sambenedettese, con il primo che nei mesi scorsi aveva posto dubbi sulla nomina ad assessore all’Urbanistica di Paolo Canducci, in quanto “marito di un magistrato che è giudice monocratico penale in quel distretto giudiziario”. Immediata la querela da parte del sindaco, partita ufficialmente giovedì, nonostante Ciccioli goda dell’immunità parlamentare.

“Sollevavo dubbi – spiega l’esponente berlusconiano – ampiamente condivisi dal mondo politico e dall’opinione pubblica, sulla natura dell’operazione. L’allora Ministro della Giustizia Alfano, che stava per dimettersi dall’incarico per assumere la guida del Pdl, mi pregò di soprassedere alla presentazione in attesa del nuovo Ministro della Giustizia, in quanto, visti i tempi tecnici, non sarebbe stato in grado di rispondere. Ora che c’è un nuovo Guardasigilli, che può rispondere con ampia soddisfazione, bene ha fatto Gaspari a ricordarmelo perché martedì prossimo, all’apertura dei lavori parlamentari, presenterò lo specifico atto ispettivo”.

In attesa della risposta di Francesco Nitto Palma, Ciccioli non evita di sottolineare il proprio ruolo di privilegiato: “Per quanto riguarda gli atti giudiziari, io purtroppo devo rilevare che tra attività parlamentare, attività politica di partito e attività amministrativa, non ho proprio il tempo da dedicare al giudizio politico in tribunale. Il terreno della critica politica e della valutazione dei fatti non è di fronte ai magistrati ma di fronte agli elettori e quello, in questo caso, è l’unico tribunale che deve dare un giudizio”.

In sintesi: giudicatemi pure, tanto non rischio nulla. Vi ricorda qualcuno?

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