MARTINSICURO – Un “copia-incolla”. L’amministrazione Di Salvatore convoca un incontro con gli enti coinvolti nella delocalizzazione del depuratore e Città Attiva attacca rivendicando la paternità dell’iniziativa, che la maggioranza avrebbe fatto propria solo dopo la lettera inviata dal gruppo di opposizione agli stessi Enti per sollecitarli alla risoluzione del problema.

Ad essere oggetto della contestazione non è l’incontro in se e per sé, pure apprezzato dall’opposizione nella speranza che possa produrre i risultati sperati, quanto piuttosto il “modus operandi” della maggioranza, accusata di essersi mossa in ritardo (nonostante i numerosi solleciti) e per di più senza coinvolgere i gruppi di opposizione in una questione piuttosto sentita dall’intera comunità, come lo smantellamento del depuratore e la contemporanea costruzione del ponte ciclopedonale sul Tronto.

A riaccendere roventi polemiche nelle ultime settimane è stato il comunicato di Goletta Verde che ha definito come “gravemente inquinate” le acque analizzate allo sbocco dell’impianto, nei pressi della foce del Tronto. Un allarme che ha spinto Città Attiva a scrivere direttamente alle Province di Teramo ed Ascoli Piceno, alle Regioni Marche e Abruzzo e agli altri enti interessati per sollecitarli ad intervenire in maniera definitiva su un problema che Martinsicuro si trascina dietro ormai da troppi anni.

“Le nostre precedenti richieste rivolte all’amministrazione – scrive Città Attiva in una nota – non hanno avuto praticamente seguito e si sono arenate sul classico “non dipende da noi” oppure “non ci sono i fondi”. Sarebbe interessante capire come mai si sono immediatamente attivati quando si sono accorti che ci stavamo muovendo autonomamente verso gli Enti sovra comunali?” Ma il gruppo si chiede anche perchè l’esecutivo Di Salvatore, non appena venuta a conoscenza del comunicato di Goletta Verde, non abbia subito provveduto a verificare lo stato delle acque analizzate, rinnovando con forza la richiesta di delocalizzazione del depuratore. “L’amministrazione avrebbe dovuto attivarsi immediatamente, eppure così non è stato”, commenta Città Attiva.

E se il tavolo di incontro alla fine pure è stato convocato, dallo stesso sono state però escluse le opposizioni. “Ci sfugge il motivo per cui si sia indetta una riunione sull’argomento per il 22 settembre con gli enti preposti – prosegue Città Attiva – senza avere il buon senso e la lungimiranza di invitare quantomeno i Capigruppo di minoranza. Forse si ritiene che le idee e le proposte di questi ultimi non siano valide a prescindere? O che i cittadini non debbano venire a conoscenza delle valutazioni che saranno effettuate attorno a quel tavolo? Davvero singolare questo concetto di coinvolgimento che gli esponenti della maggioranza sono tornati a sbandierare anche nell’ultimo Consiglio Comunale”

Città Attiva definisce quindi l’esclusione delle minoranze dal dibattito inerente un intervento molto sentito dai cittadini (non solo lo smantellamento dell’impianto, ma anche la realizzazione del tanto atteso ponte ciclopedonale) “un modo opportunistico e poco trasparente di fare Politica”.

“Fatte queste doverose precisazioni – conclude la nota – Città Attiva è al fianco dell’Amministrazione nel chiedere con forza e rinnovata determinazione la realizzazione di questo importante progetto”.

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